Cantù, Recalcati guarda già al futuro «L’organizzazione è una priorità»

Una fase di Armani Milano-Mia Cantù di domenica scorsa

«Quando ho accettato di affrontare questa avventura mi sono battuto per avere un contratto che comprendesse anche la prossima stagione. Non tanto per una mia necessità, ma per programmare tutto per tempo».
Archiviata la stagione 2016-2017 (terzultimo posto con 11 vittorie e 19 sconfitte) con la battuta d’arresto nell’ultima gara al Forum di Assago con l’Armani, per la Pallacanestro Cantù è già tempo di guardare avanti.
E del futuro ha parlato coach Carlo Recalcati – le parole iniziali sono sue – subito dopo la conclusione della partita con l’Olimpia. Dichiarazioni chiare, senza troppi giri di parole.
«A bocce ferme è necessario fare valutazioni – ha spiegato il coach – L’ho fatto prima di accettare il contratto per il finale di questo campionato e lo farò adesso. Dobbiamo incontrarci, parlare del futuro, dei programmi e di organizzazione. La priorità sarà creare una struttura che andrà a svolgere tutto il lavoro, compresa la formazione della squadra».
In ogni caso ieri è stato messo un primo tassello per la rosa 2017-2018, con il prolungamento per due stagioni (con una opzione per la terza) del contratto con Salvatore Parrillo.

Coach Carlo Recalcati

E per un giocatore che viene riconfermato, ce ne sono due che sono destinati a lasciare Cantù. Il capitano Craig Callahan appenderà le scarpette al chiodo; JaJuan Johnson (il migliore per rendimento in questo torneo) potrebbe cambiare aria, anche se il diretto interessato non conferma, né smentisce. «Prenderò una decisione in luglio – spiega JaJuan Johnson – In questo momento voglio riposarmi e stare con la mia famiglia. Probabilmente sarà difficile rivedermi a Cantù, ma valuterò anche questa opportunità».
L’americano si concede poi un commento sulla stagione che è appena terminata. «È stata difficile – spiega il 28enne originario di Indianapolis – Come tutti sapete ci sono stati molti cambiamenti che hanno riguardato lo staff tecnico e i giocatori. Sicuramente mi sarebbe piaciuto andare a giocare nei playoff con questo gruppo, ma è andata così e mi rimane un po’ di amarezza».
«In ogni caso questa per me è stata una bella esperienza – conclude lo statunitense – Cantù è una città fantastica, con i suoi tifosi che ci sono sempre stati vicini. Mi sono sentito come in una grande famiglia».
Bilancio finale anche per il capitano Craig Callahan, che domenica al Forum ha giocato la sua ultima partita. «Mi rimane la soddisfazione di aver visto tanti ragazzi crescere di gara in gara – afferma il 36enne americano di Maquoketa – Penso allo stesso JaJuan Johnson, a Salvatore Parrillo, a David Cournooh. Li ho visti brillare sempre di più e questo mi fa davvero molto piacere».
«Per il resto è stato un anno difficile, pericoloso, in cui abbiamo anche rischiato la retrocessione – afferma ancora Callahan – Ma siamo riusciti a riprenderci e, ad un certo punto, siamo stati in corsa anche per un posto nei playoff. Posso affermate di essere stato, con orgoglio, il capitano di questo team».
Anche Craig guarda avanti. «La conferma di coach Carlo Recalcati è un passo di grande rilevanza: è la persona giusta, con lui si possono fare grandi cose».
Callahan ora deve guardare alla sua nuova vita, da ex giocatore. «Ho già ragionato su come organizzarmi, cercando di mettere a frutto i miei studi. Sicuramente non mi dispiacerebbe avere un ruolo in una società di basket, magari a Cantù, ma rimane solo un’idea».
Massimo Moscardi
Andrea Piccinelli

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