Cantù riscopre il settore giovanile

altContinue soddisfazioni per il Progetto Giovani della società brianzola
Il buon momento della Vitasnella Cantù, tornata al secondo posto e lanciata verso i playoff, è avvalorato dalla costante crescita del suo settore giovanile.
La consacrazione di Abass Awudu, fresco di prima chiamata con la Nazionale maggiore, così come la scoperta del baby lungo di origine nigeriana Curtis Nwohuocha – debuttante in serie A – sono solo gli ultimi prodotti del Progetto Giovani Cantù.
Nel corso della stagione c’è stata però un’autentica pioggia di convocazioni di atleti brianzoli chiamati sia nei raduni azzurri che nelle selezioni della nostra regione.

Nelle ultime settimane è toccato a Riccardo Chinellato, Pietro Nasini e Dario Varesano (classe 2000) partecipare al raduno della rappresentativa Lombardia diretta da Guido Saibene, ex tecnico del vivaio canturino in vista del Trofeo delle Regioni Under 14; Fabio Bugatti e Matteo Fioravanti (classe 1997) hanno partecipato al centro tecnico federale lombardo. Senza dimenticare gli Under 15 Tommaso Molteni e Michele Tremolada, con la Lombardia protagonisti dell’ultimo Trofeo delle Regioni.
Conferme della bontà della scuola canturina come spiega chi della scuola biancoblù è da sempre un cultore e la massima espressione: Stefano Sacripanti, allenatore della prima squadra. «Innanzitutto sono molto contento di vedere come dietro la prima squadra il nostro settore giovanile stia lavorando bene – spiega – Oltre a Curtis ci sono tanti prodotti emergenti interessanti come Luca Cesana, Ruben Zugno e Stefano Scuratti, tutti e tre già nel giro azzurro, ma anche nelle squadre più piccole si stanno mettendo in luce elementi promettenti che stiamo tenendo d’occhio costantemente».
Il lavoro è stato avviato qualche anno fa da Gianni Lambruschi e ora la sua eredità è stata raccolta da Sergio Borghi che con tutto il suo staff sta continuando l’opera. «Puntare sui giovani e sul vivaio in questo momento di crisi del movimento sono convinto sia l’unica soluzione per risanare il basket italiano – aggiunge Sacripanti – Cantù sta cercando di lavorare in questa direzione per scelta e per convinzione».
A Sacripanti fa eco proprio il responsabile tecnico del Progetto Giovani Cantù Sergio Borghi: «Siamo soddisfatti, inutile nasconderlo, perché assistiamo ad una costante crescita dei nostri giovani e dei nostri gruppi. Ma non ci accontentiamo: abbiamo ancora tanto lavoro da fare. Le chiamate di molti nostri giocatori con le nazionali giovanili, nei centri federali o nelle selezioni regionali ci gratificano, premiano il lavoro e i sacrifici dei ragazzi ma sono un ulteriore stimolo per proseguire nella nostra attività».
Anche i risultati sul campo dicono che il Progetto è una realtà non solo in Lombardia ma anche in Italia. «È vero – ammette Borghi – le nostre squadre stanno facendo complessivamente bene, a cominciare dal team Under 19 che è in lotta per qualificarsi alle finali nazionali: sarebbe questo un risultato di prestigio. Un exploit conquistato dallo stesso gruppo nella passata stagione nella categoria Under 17 sempre sotto la guida di coach Antonio Visciglia. Un gruppo che quest’anno sta giocando anche in C1 con il Gorla Cantù e sta facendo molto bene tanto da aver già centrato la qualificazione ai playoff con anticipo».
Più in generale, tutte le formazioni del settore giovanile stanno andando bene. Ma il futuro viene costruito anche fuori dai confini provinciali. «Abbiamo da tempo avviato collaborazioni con molte società, anche fuori dalla regione, perché crediamo che il nostro progetto così possa ampliarsi e migliorare ulteriormente» aggiunge il responsabile.
Infatti proprio in questi giorni un’altra società, l’Associazione Sportiva Lesmo, è entrata a far parte del sodalizio biancoblu diventando la 25ª formazione affiliata al Progetto. Guido Nava, responsabile organizzativo del Progetto Giovani Cantù, spiega: «Siamo felici che un’altra società seria e organizzata come Lesmo sia entrata a far parte della nostra famiglia. Svilupperemo insieme una serie di progetti per reclutare e far crescere i migliori prospetti di quella zona».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Abass Awudu, fresco di prima chiamata con l’Italia maggiore, durante una sfida dei canturini

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