Cantù sconfitta a Brescia, l’analisi di coach Sodini
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Cantù sconfitta a Brescia, l’analisi di coach Sodini

Marco Sodini, allenatore di Cantù Marco Sodini, allenatore di Cantù

Pallacanestro Cantù ancora in zona playoff, malgrado la sconfitta rimediata sabato scorso  nella trasferta di Montichiari contro la Germani Leonessa Brescia. I brianzoli, infatti, sono all’ottavo posto in classifica, a pari merito con Sassari, Torino e Cremona. Nel prossimo turno Cantù sarà ospite della Virtus Bologna (sabato alle 20.45 nel capoluogo emiliano).

Ecco le parole di Marco Sodini, allenatore di Cantù, dopo la partita persa contro Brescia. «Se noi vogliamo avere un’ambizione di competere per i primi otto posti bisogna provare ad avere una consistenza diversa e, complessivamente parlando, in trasferta. Perché nei primi due quarti Brescia ha tirato col 79% da 2 e non è possibile fare una cosa di questo tipo, oltretutto spesso e volentieri con dighe aperte frutto di errori individuali, cercheremo di correggerli. La seconda considerazione è molto pratica: durante la settimana io ho avuto la percezione da parte dell’atmosfera che si ha Cantù, che è una bellissima atmosfera in questo momento, che si sottovalutasse il fatto che Brescia è la terza forza del campionato, terza forza meritatamente dopo 24 giornate. Da parte nostra bisogna essere equilibrati ed obiettivi. Noi sapevamo che avremmo avuto una serie di partite molto difficili, la scorsa con Torino – vinta nel finale -, questa con Brescia, la prossima con la Virtus a Bologna e poi Milano in casa. Prima di un’altra serie di partite che saranno ancora determinanti ma per motivi diversi, perché come sapete chi si deve salvare butta l’anima in campo. Niente drammi, ci mancherebbe, però una consapevolezza del fatto che sono due partite che giochiamo in trasferta e che abbiamo due blackout».

«Si deve alzare l’asticella della performance quando giochiamo in trasferta e non solo con il calore del pubblico in casa – aggiunge coach Sodini – Contro la Leonessa  la cosa che più ha pesato è che noi non siamo riusciti a trovare alternative ai momenti vitali. Quando noi non siamo riusciti a correre in contropiede, nonostante avessimo lavorato bene in settimana, non siamo mai stati capaci di attaccare in maniera efficace la difesa di Brescia schierata. Abbiamo fatto qualche canestro difficile, però molto più spesso, ci siamo piantati in posizioni dove era difficile riuscire ad immaginare un uno contro uno. Questa secondo me è la chiave difensiva da parte degli avversari. Perché noi abbiamo segnato 7 punti in contropiede nei primi 12 minuti, poi abbiamo smesso di correre perché loro sono stati bravi a toglierci la possibilità di farlo, la possibilità di imporre la nostra pallacanestro».

2 aprile 2018

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Redazione Corriere di Como

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