Cantù, il Viminale concede più tempo al sindaco

Edgardo Arosio

Edgardo Arosio Edgardo Arosio

Il procedimento per l’incompatibilità del sindaco di Cantù, Edgardo Arosio, deve ripartire da zero. Lo ha stabilito il Viminale che ha inviato un parere pro veritate alla Prefettura di Como. Parere trasmesso per conoscenza ieri mattina al municipio della cittadina brianzola. La giunta di centrodestra può quindi prendere tempo. E non a caso la conferenza dei capigruppo, che si è riunita ieri pomeriggio alle 18, ha deciso di convocare il consiglio comunale in cui riavviare la procedura di incompatibilità soltanto il 5 marzo prossimo. Di fatto, allo scadere dei 20 giorni dalla richiesta formulata per iscritto (secondo quanto prevede il testo unico) da tutti i gruppi di opposizione.

L’annunciato ricorso al Consiglio di Stato e il maggiore margine temporale di cui adesso dispone permetteranno alla maggioranza di cercare nuove soluzioni, sebbene sia molto complicato – anche a detta degli esperti – trovare una via d’uscita a una situazione apparsa sin da subito molto complessa.

Dopo la sentenza del Tar che ha annullato il provvedimento con cui il Comune aveva tolto all’impresa del fratello del sindaco l’appalto sui servizi funebri, i margini di manovra sembrano essersi molto ridimensionati. Una sentenza di parere opposto del Consiglio di Stato rimetterebbe le cose a posto, ovviamente, ma i tempi della giurisdizione amministrativa sono sempre molto lunghi e gli effetti del pronunciamento in primo grado sono immediati. Anche per questo le opposizioni hanno raccolto le firme per la convocazione del consiglio comunale e hanno ribadito ieri sera, in conferenza dei capigruppo, la necessità di riunire al più presto l’assemblea cittadina.

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