Reportage

Caos in via Morazzone. Residenti e commercianti: «Servono interventi drastici»

altTroppe auto tagliano viale Giulio Cesare
(f.bar.) Cento metri più avanti i lavori in viale Giulio Cesare proseguono spediti. Ma nella vicina via Morazzone la situazione è immobile ormai da oltre un anno. I panettoni in cemento, un tempo posizionati a ridosso dell’immissione sulla strada principale per impedire alle auto di tagliare in due il viale e tornare indietro sono tristemente abbandonati in un angolo. Il deterrente, sperimentato più volte per rendere impossibile l’infrazione, spesso causa di incidenti e di incolonnamenti senza

fine, non ha mai funzionato.
La conferma anche ieri mattina, fermandosi dieci minuti in fondo a via Morazzone. Tanto è sufficiente per osservare 4 veicoli compiere la svolta proibita con la più assoluta naturalezza, quasi fosse una manovra prevista dal Codice della strada. E se a farlo notare agli automobilisti indisciplinati non è un vigile urbano ma un semplice residente le risposte sono delle più colorite.
Abitanti e commercianti sono quelli in prima linea e il rumore proveniente dal cantiere, operativo pochi metri oltre e voluto per ridisegnare la viabilità dell’area, suona come una vera e propria beffa.
A completare il quadro, anche alcune macchine lasciate in divieto di sosta se non addirittura in doppia fila. «Abito qui da più di 5 anni e la situazione è sempre stata caotica – dice Gianmaria La Bolina – Lo vedo ogni mattina. Auto che tagliano il viale, clacson impazziti e code così lunghe da paralizzare la strada. È necessario un intervento rapido».
C’è anche chi non avverte questa urgenza ricordando come siano stati solo 3 gli incidenti nell’ultimo anno. Ma subito gli fa eco un altro commento. «La realtà è che la maggior parte degli automobilisti che utilizzano via Morazzone lo fanno solo per evitare alcuni metri di coda. E purtroppo la manovra proibita per ritornare indietro, lungo viale Giulio Cesare in direzione del Setificio, è una costante – spiega Antonella Lo Menzo – A poco servono i panettoni. Ci vorrebbe un vero spartitraffico per costringere le auto a incanalarsi. Io solitamente compio il giro dell’isolato per tornare indietro ma non tutti sono civili».
Un altro aspetto incredibile è che «chi come me qui ha un negozio, ogni mattina deve rimanere imbottigliato a causa della coda», aggiunge Antonella Lo Menzo.
«Chi compie quella manovra ovviamente lo fa solo per comodità – dice Leo Romanzin – Bisognerebbe studiare una soluzione drastica, tipo allungare il marciapiede o rialzarlo in modo da impedire la svolta».
C’è poi chi lancia una provocazione. «Io innalzerei un muro – sbotta Sergio Testa – Ovviamente la mia è un’esagerazione. Purtroppo, però, o si utilizzano sistemi radicali e non aggirabili oppure le persone fanno finta di non capire. Non ci vorrebbe infatti molto a guardare un segnale stradale, che in fondo a via Morazzone indica la svolta a destra, e rispettarlo».
«Soprattutto in passato si creava più confusione – conclude Marco Colzani – I panettoni potevano servire purtroppo però venivano sempre spostati. Detto questo il vero problema è la coda che si crea nelle ore di punta».

24 ottobre 2014

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