Caos parcheggi, l’assessore non parla. In vista un rinvio del provvedimento: si scatena la polemica

Traffico in viale Lecco (foto Antonio Nassa)

Secondo giorno di silenzio dell’assessore alla Mobilità Vincenzo Bella sul pasticcio parcheggi.
In arrivo, ieri, solo una breve nota dal Palazzo che però non chiarisce, anzi rende forse ancor più confusa la vicenda della sosta a ridosso delle mura. Nell’impossibilità di parlare con l’assessore infatti si apprende che «appena saranno definite le modalità di applicazione (del nuovo piano di sosta) verrà fatto un incontro per spiegarle agli utenti». Un messaggio decisamente sibillino. Va infatti ricordato come sul tavolo ci sia una delibera che parla chiaro e preveda – in 150 stalli blu a ridosso delle mura – la possibilità di sostare per un massimo di due ore, una volta al giorno. Il tutto per agevolare la rotazione della sosta. Un provvedimento che però ha immediatamente scatenato reazioni polemiche, in particolare per l’impossibilità di parcheggiare più di una volta in 24 ore in diverse vie della città. Ma quello che sembra un vero pasticcio o, nella migliore delle ipotesi un errore, ha messo a nudo una certa confusione all’interno della giunta.
Se infatti arrivano voci sempre più insistenti di un possibile errore da parte degli uffici nell’atto di mettere nero su bianco quanto predisposto per la sosta a ridosso del centro, dall’altro sembra comunque singolare il silenzio dell’assessore che invece potrebbe chiarire in poche righe e pochi minuti quanto accaduto.
Questo perchè nel frattempo associazioni di consumatori, utenti della strada, categorie e ovviamente i politici, attenendosi a quanto riportato nella delibera, hanno cominciato a “bombardare” il Comune.
E l’attesa di specifiche o chiarimenti rende il clima sempre più teso. Questo anche perchè la fase di sperimentazione di sei mesi dovrebbe scattare a metà febbraio. Il condizionale è d’obbligo, perchè sempre in base a voci interne a Palazzo sembrerebbe praticamente impossibile far scattare la rivoluzione nei tempi previsti. Ipotizzabile uno slittamento in avanti, almeno fino a inizio marzo.
Niente di male, ma si tratterebbe di una voce che se confermata avvalorerebbe ancor di più l’ipotesi che in giunta si stia cercando di guadagnare del tempo per mettere una pezza a una situazione quantomeno confusa. E intanto le reazioni non mancano, a partire da un comunicato del Partito Democratico.
«In giunta siamo al paradosso, approvano delibere ben precise e poi gli stessi assessori le smentiscono. Per la serie, “io non c’ero e se c’ero dormivo”. Ma gli atti parlano». Queste le parole dei consiglieri Pd Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco. «L’assessore Locatelli si giustifica con il libretto delle assenze. Negretti e Butti sostengono che il provvedimento sia stato approvato a loro insaputa: benone! Speriamo non sia sempre così. Oppure, peggio ancora, parlano di “refuso”, che significa un errore di battitura. Alla faccia della tastiera del computer. E il sindaco? Come al solito fischietta guardando in alto». I consiglieri Pd fanno presente che mai come nel caso di un’amministrazione comunale carta canta. «La delibera di giunta numero 500 del 6 dicembre scorso dice chiaramente che gli assenti erano la vicesindaco Locatelli e gli assessori Caldara e Rossotti, che i voti sono stati espressi all’unanimità e che verrà attuata in via sperimentale, per un periodo di sei mesi, la regolamentazione della sosta, consentendo un tempo massimo di stazionamento pari a 2 ore, previo inserimento del numero di targa nel parcometro, che non potrà ripetersi nell’arco della giornata, in viale Lecco, piazza Verdi, via Manzoni, via Ugo Foscolo, largo Leopardi, lungo Lario Trieste, viale Varese». Infine, chiosa il segretario cittadino Tommaso Legnani, «i componenti della giunta non hanno scuse: prendono decisioni politiche che indispettiscono chiunque, cittadini e operatori, e poi inventano storielle per scaricarsi di dosso la colpa. Si assumano le loro responsabilità e vadano avanti per la loro strada. Saranno gli elettori a decidere, a tempo debito, del loro operato».

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