Capatti racconta vita e opere di Artusi alla Ubik

la copertina del manuale di Pellegrino Artusi

Incontro dedicato alla storia della gastronomia domani alle 18 alla libreria Ubik di piazza San Fedele a Como. Alberto Capatti, comasco, storico della cucina italiana, presenta la sua biografia edita da Mondadori Pellegrino Artusi. Il fantasma della cucina italiana. Alberto Capatti, massimo studioso di Artusi, presenta la prima biografia del padre della cucina italiana, che, giunta a coronamento di anni di studio sui documenti disponibili, mette a fuoco al meglio il  personaggio e l’opera. Ingresso libero. Dialoga con l’autore Antonella Campanini, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo di cui Capatti è stato rettore. Capatti che ha anche diretto le riviste di cultura gastronomica “La gola” e “Slow” ha curato per la Bur di Rizzoli l’edizione tascabile del celebre libro di Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. “Artusi fu sostanzialmente un autodidatta, e questo fece la sua fortuna, perché si impegnò in un settore che non avrebbe mai visto all’opera un letterato. La mia biografia si basa su testi e documenti che ho studiato per 25 anni negli archivi di Forlimpopoli – dice Capatti che sta lavorando anche a nuove pubblicazioni – e il libro si basa anche su una lettura attenta del ricettario. Sono fiero del titolo, che sottolinea il ruolo di assente e allo stesso tempo di sempre presente nella cucina di casa che ha avuto Artusi negli anni con il suo libro”.

Ma quali sono le ricette più emblematiche del libro? “Il marchio di fabbrica di Artusi lo si vede – dice Capatti – nei suoi cappelletti all’uso di Romagna, ma personalmente preferisco una ricetta semplice come la salsiccia con l’uva, recentemente riproposta da Angela Frenda sul “Corriere della Sera”. Due ingredienti in padella, cotti con un filo di grasso. Una ricetta minimale ma estremamente gratificante”.

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