Capolavori del Seicento lombardo a Brera

altI pezzi forti sono le pale d’altare di Fede Galizia, dei Nuvolone e del Cerano

Trionfi barocchi in scena tra Milano e Ferrara. Fino al 6 gennaio Palazzo dei Diamanti ospita per la prima volta in Italia una monografica dedicata al pittore spagnolo Francisco de Zurbarán (1598-1664), grande mistico del “Siglo de oro”. Un’importante occasione per scoprire la forza delle invenzioni di un artista straordinario, a lungo ricordato dalla critica come il “Caravaggio spagnolo” grazie a opere percorse da un naturalismo

asciutto e monumentale, sintesi mirabile di tradizione e innovazione.
A Brera invece va in scena un gruppo di significative opere lombarde del XVII secolo, in massima parte restaurate negli ultimi decenni con finanziamenti ministeriali e di privati, normalmente sottratte all’attuale percorso espositivo. La selezione presentata, comprendente 46 opere, privilegia i dipinti di grande formato, difficilmente movimentabili al di fuori del circuito del museo; ben 21 sono i dipinti dai depositi interni ed esterni di Brera, tutti destinati a essere esposti nel futuro progetto museale denominato “Grande Brera”.
Il pezzo forte della mostra è rappresentato da quattro importanti pale d’altare, tre delle quali firmate e datate: di Fede Galizia il Noli me tangere (1616), della maturità di Carlo Francesco Nuvolone è l’Assunzione della Vergine (1648), ormai pienamente barocca, e di Giuseppe Nuvolone il San Francesco in estasi (1650), in deposito presso la chiesa parrocchiale di Cornate d’Adda; di Giovan Battista Crespi detto il Cerano è invece il Cristo nel sepolcro, san Carlo e santi (1610 circa), fino a qualche mese fa in deposito presso la chiesa milanese di Santo Stefano.
Il catalogo è pubblicato da Skira. La mostra Seicento lombardo a Brera. Capolavori e riscoperte sarà aperta sino al 12 gennaio nella Pinacoteca di Brera in via Brera 28 a Milano. Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica; ingresso 10/7 euro.

Nella foto:
Due capolavori in scena a Brera. Sopra, La famiglia dei pittori Nuvolone, olio su tela di Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone. A sinistra, Il Cenacolo, olio su tela di Daniele Crespi

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