Cappelletti torna in quintetto e si prepara ai live americani

alt Il pianista di Brunate
Sta lavorando alacremente a numerosi nuovi progetti il jazzista lariano Arrigo Cappelletti, pianista e compositore originario di Brunate, docente al Conservatorio di Venezia, la cui carriera musicale annovera più di venti album prodotti, alcune pubblicazioni, moltissime partecipazioni a eventi musicali di grande spessore come il Not Still Art Festival di Brooklyn e collaborazioni importanti con gli artisti italiani Gianni Cazzola, Giulio Martino, Sergio Fanni, Paolo Dalla Porta, Roberto Ottaviano, e gli stranieri Barre Phillips, Lew Daniel Schnyder, Bill Elgart, Olivier Manoury, Ralph Alessi, John Hebert e Jeff Hirshfield.
Archiviato il lavoro di riscoperta del repertorio musicale dell’omonimo nonno Arrigo Cappelletti, anch’egli compositore, al quale ha dedicato serate e pubblicazioni in collaborazione con

l’associazione Carducci di Como, Cappelletti junior porta avanti un lavoro d’intensa ricerca musicale. Dopo l’emozionante esordio dello scorso anno, tornerà in primavera a suonare dal vivo a Manhattan, e in America ormai spopola il libro di critica musicale sul suo “guru” del pianoforte, il jazzista Paul Bley.
«È molto opportuno il recupero di una parola forte, che è “libertà” – dice Cappelletti – Il jazz, anche quello contemporaneo, in altre parole secondo me ha leggermente messo tra parentesi questa dimensione “free” a favore di altre cose. Penso, ad esempio, all’etnojazz e alle varie commistioni simili. Cose che, tra l’altro, ho realizzato anch’io in modo pionieristico in Italia».
Al Sociale e poi in una minitournée a Milano, Bergamo e Venezia, Cappelletti suonerà con Giulio Martino (sax tenore), Sergio Orlandi (tromba), Adrian Myhr (contrabbasso) e Tore Sandbakken (batteria). «Uscirà anche un disco di questo ensemble, prodotto da Alberto Di Gennaro. È una formazione un po’ più jazzistica nel senso classico della parola rispetto alle cose sperimentali che ho fatto negli ultimi anni. Suoneremo quasi solo mie composizioni, in parte di 20-25 anni fa ma ancora forti e attuali, e altre recenti, con contaminazioni di tango e valzer e un omaggio a Edvard Grieg. Lo vedo come un concerto che fa il punto su quanto ho prodotto e sperimentato sinora in 40 anni di carriera, valorizzando stavolta l’aspetto compositivo, con temi abbastanza strutturati e articolati. Pur mantenendo però sempre centrale l’improvvisazione: il mio “free” è caratterizzato da un lirismo cantabile e la mia linea di ricerca è sempre “comporre in tempo reale” cioè improvvisare mantenendo sempre una spiccata lucidità. Ciò che Ornette Coleman chiama “composizione istantanea”: il momento del rischio è fondamentale, e serve però molto affiatamento tra i musicisti».
Intanto, come detto, Cappelletti si appresta a una nuova avventura americana. «In aprile presenterò con esibizioni live il libro Euro jazz land, una raccolta di saggi di critica musicale pubblicato dalla North Eastern University. Il 5 aprile sarà presentato alla George Washington University di Washington e l’8 aprile all’Istituto Italiano di Cultura di New York», dice.
Il libro, di 500 pagine, è stato ideato e curato da Luca Cerchiari, Laurent Cugny e Franz Kerschbaumer.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Arrigo Cappelletti in concerto

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