Cronaca

Caradonna torna all’attacco: «Dalla giunta solo immobilismo»

altL’ex assessore
Il “papà delle paratie” torna all’attacco. E nel mirino ha il sindaco Mario Lucini. Il protagonista in questione è l’ex assessore ai Lavori pubblici di Palazzo Cernezzi, Fulvio Caradonna. Il quale, alla notizia del cedimento davanti alla darsena, non esita a puntare il dito contro il presunto immobilismo della giunta di centrosinistra.
«Sacaim – afferma Caradonna – denunciò già due anni fa i problemi che affliggevano quella zona di lungolago. Dalle loro ispezioni, infatti, era risultato

che la soletta era danneggiata in più punti, che alcuni tiranti erano rotti e che le pareti di sostegno erano pesantemente ammalorate». L’obiezione più semplice, però, è una: nel 2011 era ancora in carica la giunta Bruni, sebbene Caradonna non fosse più assessore dal 2009. Perché all’epoca non si fece nulla?
«In realtà – spiega l’ex assessore – ai tempi i nostri uffici studiarono come intervenire e poi venne dato l’incarico al professore del Politecnico di Milano Lorenzo Jurina. Da lui si attendeva il progetto, ma alla fine non so perché non è mai arrivato». Di sicuro, già nel 2001, incise il fatto che – almeno dalle prime ipotesi – si sarebbe resa necessaria una pesante chiusura del lungolago per eseguire i lavori.
Ad ogni modo, Caradonna oggi va all’attacco dell’attuale esecutivo. «Il sindaco Lucini – sostiene l’ex assessore ai Lavori pubblici – era al corrente della necessità di intervenire sulle strutture sotto il lungolago già dal suo insediamento, se non ben prima. E lui, che pure è geologo e che dice di essere così attento a tutti i problemi della zona del lungolago, non ha mosso un dito. Mi domando come mai tanto immobilismo. E soprattutto, noto quali sono stati i risultati». Alle accuse di Caradonna – come si può leggere nell’articolo a destra, ndr – Lucini ha preferito non replicare.
Per quanto riguarda il possibile legame tra cantiere delle paratie e voragine di ieri, anche Caradonna sposa la “linea Viola”.
«I lavori non c’entrano assolutamente nulla, ne sono totalmente sicuro – afferma l’ex assessore comunale – Anzi, è vero l’esatto contrario: fu proprio grazie a Sacaim che si venne a conoscenza dei problemi nel sottosuolo».

E.C.

30 gennaio 2013

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