Caramelloni, solo buchi e niente intorno

Caramellone pubblicitario di piazza San Rocco

Pessimo biglietto da visita i totem vuoti e in preda al degrado

«Caramelloni». Nei documenti ufficiali del Comune di Como, quando si è trattato di pianificare una campagna promozionale (vedi sul sito di Palazzo Cernezzi, voce “Trasparenza”), li si è chiamati così, per sintetizzare affettuosamente forma e funzione. Ma la realtà è leggermente diversa. Anzi indigesta.

I cultori degli anni Ottanta non mancano di rievocare di fronte a questi ciambelloni urbani, un tempo candidi e funzionali a uno scopo, la pubblicità di una popolare caramella alla menta con foro al centro che in tv era accompagnata da un allegro e sincopato motivetto.
Ora, con i segni del tempo e senza scritte, tranne quelle di qualche anonimo vandalo attirato dalla superficie intonsa, la musica che viene in mente è quella di un Requiem.

Sono tristi simboli di un degrado che la città di Alessandro Volta e dei due Plinii non merita: supporti muti che la dicono però lunga.
Un bel buco con il niente intorno, il caramellone dell’estate 2019, a parte una selva di crepe e l’insidioso avanzare della ruggine (non solo strisciante lungo le colature ma penetrata nella struttura) che amplificano l’effetto ributtante e non costituiscono certo un bel biglietto da visita per una città capoluogo di un territorio che, statistiche e cronaca rosa alla mano, è per fortuna meta eletta di turisti e anche di danarosi Vip internazionali. Sembrano opere d’arte moderna, ma non sono tali.

Eppure è presto detto il motivo: pochi eventi da promuovere, ergo nessuno sforzo per decorare quei cerchi e renderli almeno guardabili.

Peccato che il Comune di Como abbia da poco finalmente approntato un calendario di eventi coordinato per agosto e settembre. Ha scelto altre vie di comunicazione, forse più efficaci e dirette, e questo relitto dei tempi andati è lì ad agonizzare, ma veder trattata così la città fa un po’ indignare.

Anni fa i “caramelloni” del Comune all’ingresso Sud del capoluogo e a settentrione in zona stadio Sinigaglia annunciavano attività culturali come eventi di spicco e le un tempo famose grandi mostre, ora invece non solo c’è il vuoto pneumatico attorno, ossia poco o nulla da annunciare, ma non si prende nemmeno in considerazione l’ipotesi di un po’ di vernice, o almeno di uno sforzo per il mantenimento del decoro. E così ecco l’avanzata del degrado sui ciambelloni un tempo candidi e ora invecchiati e ingrigiti, con rughe di ruggine. E siccome per la vecchia teoria delle finestre rotte degrado chiama degrado, al caramellone arrugginito di piazza San Rocco si somma l’abbandono di rifiuti che rimangono lì a rimarcare l’effetto horror dell’insieme, a beneficio dei passanti in transito verso via Milano o via Grandi. Questa è un’area strategica di accesso alla città che sarà al centro di un intervento sperimentale di ridisegno urbano con l’annunciata rotonda per snellire e armonizzare il traffico a fine agosto. Si spera che sia l’occasione per porre mano anche al triste ciambellone muto che per essere eufemistici la decora.

Destino non dissimile è quello del caramellone in zona stadio, peraltro osannata come fiore all’occhiello della città e al centro di un dibattito per preservarla come bene pubblico primario di una città a vocazione turistica.
Ma il ciambellone pieno di crepe e ruggine e ricettacolo di bottiglie rotte invita ad essere un po’ più realistici e concreti. Forse anche a prendere in mano una ramazza e un po’ di vernice ogni tanto.

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