Cronaca

Carenza di personale: il caso in Parlamento

alt Palazzo di giustizia Ieri l’interrogazione dell’onorevole Nicola Molteni

La vicenda della carenza di personale al palazzo di giustizia di Como (circa il 30% in meno) è arrivata ieri in Parlamento.
Il deputato della Lega Nord, Nicola Molteni, ha presentato una interrogazione al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per chiedere conto della «situazione gravissima in cui versa il Tribunale e la Procura della Repubblica di Como» e soprattutto quali «iniziative il ministro intenda adottare per

consentire il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria».
La vicenda trae origine dalla notizia rilanciata dal Corriere di Como sulla convenzione stipulata tra Provincia di Como, Tribunale e Procura per «l’utilizzo di lavoratori in mobilità iscritti nelle relative liste della Provincia di Como da parte degli uffici giudiziari», il tutto per sopperire alla cronica carenza di personale amministrativo.
Una azione nata dopo che il Tribunale di Como e la Procura della Repubblica, con due note rispettivamente dell’8 e 4 ottobre, avevano denunciato la «grave carenza di personale amministrativo ed ausiliario di supporto alla normale operatività delle strutture giudiziarie» e «l’impossibilità degli uffici giudiziari stessi di avere le sostituzioni del personale da parte del ministero competente» visto che i concorsi per i posti amministrativi – come denunciato dai sindacati sempre nei giorni scorsi – sono bloccati da anni. Sono 28 le unità richieste per far fronte alle carenze di organico: 16 unità per il Tribunale e 12 per la Procura della Repubblica.
E ieri, se il ministro Cancellieri fosse passato dal palazzo di giustizia lariano avrebbe tratto spunto per nuove problematiche da affrontare. Alla base di tutto c’è l’aula il cui soffitto (il 25 ottobre scorso) era crollato rendendola di fatto inagibile. Chiusura che persiste anche oggi.
Una cosa che, stante la carenza di spazi successiva all’accorpamento dei tribunali di Menaggio, Erba e Cantù, ha portato a utilizzare una vecchia aula ormai senza stenotipia. Così, non era raro, ieri, vedere carovane di persone – giudici, cancellieri, imputati e testimoni – in fila indiana e con i faldoni in mano, passare da un’aula all’altra per poter utilizzare la stenotipia non appena il giudice precedente aveva terminato l’udienza. Situazioni al limite che purtroppo sono ormai la quotidianità al palazzo di giustizia di Como.

Nella foto:
Il controsoffitto crollato dell’aula del palazzo
7 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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