Carlo Pozzoni

carlo_pozzoni_autore_smallL’AUTORE
Carlo Pozzoni e la fotografia, amore sbocciato nell’adolescenza
Carlo Pozzoni (nella foto, click per ingrandire) si avvicina all’arte dell’immagine a 14 anni. Dal 1981 ha intrapreso l’attività lavorativa autonoma, collaborando con l’Istituto Geografico De Agostini di Novara e la rivista “Atlante”. Suoi reportage sono stati pubblicati sui periodici “L’Espresso”, “Bell’Italia”, “Weekend Viaggi”, “Sipario”, “Dove”, “Ville Giardini” e “Interni”. Una sua foto è stata anche pubblicata sul “New York Times” (2004). Ha realizzato numerose mostre fotografiche tra cui Le stanze di Carla (2009), omaggio alla scrittrice Carla Porta Musa diventato successivamente un libro  Dal 2007 è anche editore con un catalogo di oltre 15 volumi. Il più recente, Como, Il fascismo le immagini. Una città in camicia nera di Giancesare Bernasconi e Giorgio Cavalleri è un ritratto inedito della città di Como nel ventennio.

 


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L’OPERA
Geometrie che dialogano con la natura
Lorenzo Morandotti
Come un viandante che percorre l’inferno urbano, per usare una felice espressione della scrittrice americana Susan Sontag, Carlo Pozzoni con la sua macchina fotografica ha spesso interrogato le intersezioni che uniscono il paesaggio naturale e i segni dell’uomo.
Si è dedicato spesso, tanto da nutrirne in modo significativo il proprio portfolio e anche una recente mostra, alle architetture del Novecento e in particolare di quel Razionalismo che compare con frequenza in questa galleria “in progress”.
La lettura degli edifici geometrici di Giuseppe Terragni e Cesare Cattanto  che Pozzoni sperimenta (nella foto, la fontana di Camerlata firmata dal maestro cernobbiese con Mario Radice) è proprio nel segno del dialogo tra natura e cultura. Che è un gioco  elegante di linee e di luce, fatto di contrasti tonali sottili, di armonie segrete. Spesso il cielo azzurro sopra Como crea contrasti netti con i toni bianchi e neri (con qualche pennellata di colore) delle architetture razionaliste, quasi a voler ristabilire una fratellanza tra la città e i suoi tesori d’arte, spesso messa in discussione dall’incuria e dal degrado.
Lo si vede in questo lavoro su Camerlata: il profilo della fontana disegna sì ardite geometrie moderniste sullo sfondo di un cielo luminoso, quasi a vole gareggiare con  la natura in termini di perfezione, proporzione e armonia. Ma  a guardar bene, non dimentica di celare le ferite di cui quotidianamente gronda, sintomi di una città scarsamente consapevole del proprio valore storico e artistico. Si è parlato a lungo dell’opportunità di mantenere un manufatto cone la fontana in un punto pericoloso per l’integrità di un monumento come il crocevia di Camerlata: smog e vibrazioni sono pessime compagne di strada, anche per una replica in calcestruzzo bianco degli anni Sessanta di un’opera che era pensata all’origine in marmo. Intanto, l’arte di Pozzoni ce ne restituisce integro il valore di simbolo.

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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