Carta regionale dei servizi addio. Arriva la nuova tessera nazionale. Gaffuri: «È costata 1,5 miliardi»

altBufera sulla Crs
Il consigliere del Pd: «Progetto ambizioso finito nel nulla»

(m.d.) Due anni fa fu il delirio. Si scatenò la caccia al Pin, il numero personale indispensabile per poter continuare a usufruire dello sconto benzina, entrato nel novero dei servizi offerti dalla Crs, la Carta regionale dei servizi. Oggi di questa stessa card, più volte sbandierata come un fiore all’occhiello del Pirellone nell’era di Roberto Formigoni, si celebrano le esequie. La Crs è infatti destinata a scomparire entro il 2015, soppiantata da una nuova tessera dei servizi, questa volta

nazionale, che avrà il colore azzurro e che dovrebbe assorbire le funzioni attualmente svolte dalla carta regionale, dallo sconto sui carburanti alla possibilità di caricare gli abbonamenti del treno, dai servizi sanitari a quelli erogati dagli enti locali.
«La carta regionale dei servizi – attacca il consigliere regionale comasco del Pd Luca Gaffuri – è stata un progetto della giunta Formigoni costoso e ambizioso e ora non sappiamo bene che fine farà. Dopo essere costata ai lombardi un miliardo e mezzo di euro in dieci anni ora la Crs potrebbe finire in nulla, con buona pace dei contribuenti e delle loro tasche».
Ma facciamo un passo indietro. La carta regionale dei servizi è stata introdotta nel 2005 dal Pirellone con l’obiettivo di facilitare il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Dapprima sostituì la vecchia tessera sanitaria nazionale, in seguito – all’inizio del 2011 – mandò in pensione anche la carta sconto benzina, utilizzata dai residenti nei comuni della fascia di confine della Lombardia per ottenere agevolazioni sul prezzo dei carburanti. La Crs vale inoltre come tessera europea di assistenza sanitaria (in sostituzione del vecchio modello E-111) e come tesserino del codice fiscale. Attraverso un lettore di smart card e il numero di identificazione personale (quello stesso Pin utilizzato per lo sconto benzina) permette inoltre l’accesso a una serie di servizi on line, in particolare sul fronte socio-sanitario, dalla consultazione del proprio fascicolo sanitario alla prenotazione di esami e visite specialistiche.
«Al momento – precisa però il consigliere Luca Gaffuri – la carta è ancora utilizzata pochissimo dai cittadini per accedere ai servizi della pubblica amministrazione ma è invece abbastanza utilizzata come carta sconto per il carburante e come abbonamento del treno e dei mezzi pubblici».
Quando, nei primi mesi del 2011, venne eliminata la tessera sconto per la benzina e le agevolazioni sul prezzo dei carburanti passarono alla Crs, i comaschi furono costretti a lunghe file agli sportelli dell’Asl, del Pirellino (la sede territoriale della Regione, in via Einaudi a Como) e dei Comuni per farsi assegnare il Pin indispensabile per avere accesso allo sconto. Ora, presto, si cambierà di nuovo.
A partire da settembre, infatti, le Crs in scadenza verranno man mano sostituite con la nuova carta nazionale dei servizi, come hanno spiegato l’altro giorno, in commissione Bilancio, i vertici di Lombardia Informatica, la società regionale che gestisce la Crs.
Sull’addio alla carta regionale dei servizi Gaffuri presenterà un’interrogazione per sapere «qual è il costo di questa operazione, che fine farà l’imponente sistema informatico che sta dietro alla carta e se la nuova tesserina nazionale gestirà i servizi attualmente abilitati su quella regionale».
Una prima, parziale risposta dalla giunta del Pirellone è arrivata ieri per voce dell’assessore alle Infrastrutture, Maurizio Del Tenno, giunto ieri in città per fare il punto sulle problematiche legate al sistema dei trasporti in provincia di Como. «La Crs è strategica – ha dichiarato Del Tenno – È una card che ha dimostrato la sua utilità. Le sue funzioni resteranno».
La pensa allo stesso modo Dario Bianchi, consigliere regionale della Lega Nord. «La carta dei servizi è già stata creata e ottimizzata dalla Regione Lombardia. Perchè farne un doppione a livello nazionale? Sarebbe molto più sensato – sottolinea il consigliere comasco – se lo Stato intervenisse nelle regioni dove la carta ancora non esiste, piuttosto che sostituire il sistema lombardo che funziona bene. Oltretutto, non vorrei che la migrazione dalla tessera regionale a quella nazionale complicasse la vita dei cittadini comaschi per quanto riguarda l’attivazione dello sconto benzina». Come, del resto, puntualmente avvenuto un paio di anni fa, quando la vecchia tessera sconto per la benzina non fu più valida e, a partire dal 1° marzo del 2011, venne sostituita dell’attuale carta regionale dei servizi.

Nella foto:
Per poter usufruire delle agevolazioni sul prezzo della benzina, bisogna utilizzare la carta regionale dei servizi e il Pin associato alla card

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