Cartomante a processo per circonvenzione di incapace

Credevano che la loro casa fosse infestata da strane e inquietanti presenze. Per questo avevano chiesto l’aiuto di un mago specializzato in cartomanzia e in talismani. Un lavoro pagato con due vaglia postali da 3.500 euro e 2.500 euro. Ma per la Procura di Como tutto questo è un reato degno di attenzione in quanto il mago avrebbe approfittato della deficienza psichica delle clienti, una delle quali con un amministratore di sostegno fin dal 2007.
Con l’accusa di circonvenzione di incapace, è finito così a processo il cartomante – un 61enne residente a Eupilio – assistito dall’avvocato Massimo Ambrosetti.
La prima udienza si è tenuta ieri mattina davanti al giudice Valeria Costi. L’udienza (pm Vanessa Ragazzi) è poi stata aggiornata al 7 ottobre. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 12 luglio e il 28 agosto del 2010. Date, per la precisione, dei due vaglia finiti al centro del capo di imputazione per un presunto raggiro complessivo da 6mila euro.
La versione sostenuta dalla difesa è in realtà molto diversa. L’avvocato Ambrosetti sottolinea ad esempio come il mago «non fosse a conoscenza dei problemi delle donne che parevano a tutti gli effetti clienti normalissimi». Ma c’è un altro elemento che infastidisce la difesa: «Ancora oggi non abbiamo visto i due vaglia finiti sotto accusa – conclude l’avvocato – Il mio cliente sostiene che le cifre furono regolarmente fatturate e che soprattutto l’importo sarebbe di molto inferiore a quanto contestato». La parola passa all’aula.

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