Casa del Fascio e polemiche. «Con quell’asfalto la piazza non è più omogenea»

Antonino Saggio è un’autorità negli studi sul Razionalismo e in particolare sul suo maggior esponente, Giuseppe Terragni. Vita e opere, cui nel 1995, 22 anni fa, ha dedicato una monografia edita da Laterza che ha raggiunto la quarta edizione. Lo studioso sarà giovedì a Como per una conferenza nella sede dell’Ordine degli Architetti, dedicata alla Casa del Fascio, il capolavoro di Terragni del 1932-1936.

Saggio è piuttosto critico nei confronti dell’asfaltatura recentemente posata dal Comune di fronte al palazzo sede del comando provinciale della guardia di finanza, che ha cancellato il precedente tradizionale rivestimento cementizio. Sollevando non poche polemiche in città. «Premetto che non vivo a Como, e quindi non ho il polso diretto della situazione. Va detto però che per l’insediamento in piazza del Popolo a Como Terragni aveva, e i suoi disegni lo rivelano chiaramente – dice lo studioso – un’idea di parterre il più possibile omogeneo, in cui gli altri oggetti storici della piazza e cioè il Duomo e il Teatro Sociale dialogassero con la nuova presenza. È chiaro che quell’ideale non è stato ottenuto, è rimasto nell’immaginario, perché la realtà come si vede ha frapposto eventi ed accidenti, come la ferrovia, la sede stradale e le stesse alberature. Rendere più forti le barriere che già ci sono è sbagliato. Anche perché con le tecnologie che ci sono oggi gli asfalti possono avere più effetti cromatici. Una lastra nera in questa situazione accentua i caratteri di separazione, crea un invaso su un parterre che Terragni avrebbe voluto il più possibile omogeneo».

Da tempo Como dibatte su modi e tempi per una valorizzazione compiuta e matura del patrimonio del Razionalismo. Lo stesso Saggio ha dato un forte contributo nel 2004 alle manifestazioni del centenario della nascita di Terragni. C’è chi ha proposto di inserire il Lario e il capoluogo tra i patrimoni tutelati dall’Unesco, proprio per queste ricchezze. Saggio è piuttosto critico al riguardo. «Tutto aiuta, anche un’eventua – le promozione tramite l’Unesco. Ma l’eredità del Razionalismo merita altro. Como negli anni Trenta seppe essere all’avanguardia artistica ma anche imprenditoriale, ha formato cioè un sistema, una bolla ecologica virtuosa che legava in modo forte economia e cultura. In altre parole: senza il mondo imprenditoriale non si capirebbero certe cose della ricerca artistica e viceversa. Ecco, per celebrare degnamente il Razionalismo forse Como dovrebbe recuperare quel clima, in cui economia cultura e rispetto dell’ambiente urbano erano tutt’uno, davano vita a un sistema coeso».

Saggio insegna “Progettazione architettonica e urbana” alla facoltà di Architettura della Sapienza di Roma e porterà a Como alcuni dei suoi studenti con cui ha dato vita a un blog su Terragni. Giovedì alle 18 sarà ospite nella sede degli Architetti al Novocomum di Terragni in viale Sinigaglia 1. Partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria a info@ordinearchitetticomo.it.

Articoli correlati