Case a Como, 750 morosi sfrattati nel 2013

alt

Il caso – Intanto resta da risolvere il caso delle “cartelle pazze”. «Alcuni moduli prestampati traggono in errore»
Cifra quasi raddoppiata in 4 anni. Comune a “caccia” di 150 evasori

A dispetto del problema delle cosiddette “cartelle pazze” – ieri ricondotto dall’assessore Marcello Iantorno a un problema di “moduli prestampati” – Palazzo Cernezzi ha avviato la stagione della caccia grossa agli evasori dei canoni d’affitto. Tanto è vero che circa un mese e mezzo fa dall’amministrazione sono partite circa 150 lettere inviate ad altrettanti inquilini delle case comunali per recuperare una lunga serie di (presunti) canoni d’affitto arretrati mai pagati. Un’azione di forza

che sembra il frutto diretto di altri numeri clamorosi. Ovvero quelli relativi agli sfratti per morosità avviati nel Comune di Como nel 2013, giunti all’astronomica cifra di 750. Per capire l’entità del fenomeno, basti pensare che soltanto 4 anni prima il numero era di 439, poco più della metà.
La conferma di una situazione difficilissima – sia per gli enti pubblici, sia per gli inquilini – arriva direttamente dall’assessore al Patrimonio, Marcello Iantorno.
«A breve – dice Iantorno – porterò all’attenzione della giunta un indirizzo operativo ben preciso. Intendo infatti sottoporre a sindaco e assessore il tema dei numerosi casi di morosità che si riferiscono alle case comunali, ma nel contempo non voglio affatto avviare una serie di sfratti o ingiunzioni senza criterio. C’è grande differenza tra un anziano solo, un disabile e chi invece non paga per scelta pur avendo i mezzi. Tratteremo ogni caso con le dovute cautele, senza favoritismi ma cercando di capire dove esistono drammatici problemi di sussistenza e dove invece si nascondono i furbi».
Ad ogni modo, circa un mese e mezzo fa, da Palazzo Cernezzi sono state spedite circa 150 lettere per la riscossione di canoni d’affitto mai pagati, in alcuni casi risalenti addirittura al 2002. «Si tratta di diffide vere e proprie – osserva Iantorno – e chiediamo di rientrare dei debiti accumulati. Poi studieremo a fondo ogni singolo caso sulla base di tutti i dati disponibili e dei profili personalizzati che riusciremo a tracciare».
«Quella della casa – aggiunge l’assessore al Patrimonio – anche a Como è un’emergenza e gli sfratti per morosità sono in notevole aumento. Nel giro di 4 anni sono quasi raddoppiati, passando da 439 a circa 750 nel 2013. Il crollo dei redditi e il problema del lavoro sono la causa dell’incremento degli sfratti». In questo quadro, inevitabile rivolgersi anche alle istituzioni superiori. «Tra le altre iniziative – dice Iantorno – ci è parso importante aderire al progetto in costruzione con la Regione Lombardia per la formazione di un fondo di garanzia di circa 470mila euro, di cui circa 350mila dalla Regione e il resto dal Comune per far fronte agli sfratti per morosità incolpevole e quindi evitare a famiglie di trovarsi in situazioni drammatiche. Abbiamo avviato con le associazioni degli inquilini e dei proprietari incontri anche per rilanciare un nuovo accordo territoriale – conclude l’assessore – che vada nella direzione di ridurre i canoni e del 20-30% a fronte di una minore durata della locazione e agevolazioni fiscali per favorire l’accesso alla abitazione».
In ultimo, il tema “cartelle pazze”. «Nei casi di via Cosenz – ha affermato – i moduli prestampati potevano effettivamente trarre in errore perché riportavano anche la voce “conguaglio”, sebbene talvolta fosse anche a favore degli inquilini. Ma le cifre richieste dal Comune, però, si riferivano ad affitti mai pagati. Comunque cambieremo i moduli».

E.C.

Nella foto:
Le case comunali di via Cosenz, finite anche nei giorni scorsi al centro di un mezzo pasticcio a causa di moduli poco chiari

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.