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Case Aler, la replica del ministro Locatelli: «Polemica inutile, nessun ritardo»

L’ex assessore accusa, il neoministro contrattacca. Nella polemica innescata sabato scorso da Bruno Magatti sui ritardi con cui il Comune di Como sta affrontando la ricognizione delle case popolari Aler, interviene Alessandra Locatelli, fino a pochi giorni fa titolare della materia nella giunta di Palazzo Cernezzi e oggi al governo con la delega alle Disabilità e alla Famiglia. «Abbiamo fatto più noi in due anni che la giunta Lucini in cinque – dice Locatelli – penso alla commissione tecnica, alla ristrutturazione e all’assegnazione di molti alloggi, ai corsi di formazione dei funzionari dell’ufficio Case». Magatti aveva sottolineato come il Comune fosse inadempiente e non avesse rispettato i termini fissati dalla Regione per la ricognizione delle case Aler. Secondo il ministro, invece, non c’è stato alcun ritardo. «Entro l’anno ci sarà il bando, così come previsto dalla normativa lombarda, se ci fossero stati problemi la stessa Regione ci avrebbe richiamati, cosa che invece non è accaduta».Ieri pomeriggio, sulla questione, ai microfoni di Etv è intervenuto pure il dirigente dei Servizi sociali di Palazzo Cernezzi, Giuseppe Ragadali .«Nessun ritardo da parte nostra – ha insistito – Nella circolare inviata a marzo dalla Regione Lombardia viene specificato che i tempi fissati per comunicare la ricognizione degli alloggi popolari (il 10 giugno, ndr) non sono perentori. Quello che conta è che l’operazione venga effettuata entro il 2019 per evitare che la procedura si blocchi».La pubblicazione di un unico bando per tutto l’ambito dei 23 comuni e l’Aler è prevista dunque per il prossimo mese di ottobre, quando il Comune attiverà anche un servizio di informazione dedicato al pubblico.«I cittadini, a differenza dei precedenti bandi, dovranno presentare, per disposizione regionale, le proprie domande esclusivamente on line sulla piattaforma regionale – ha detto ancora Ragadali – Solo successivamente i singoli enti proprietari procederanno autonomamente all’assegnazione».Resta il fatto che, così come denunciato dall’ex assessore Magatti, i comaschi – al contrario dei cittadini di molte altre città lombarde – dovranno aspettare ancora mesi prima di poter accedere alla piattaforma online.

Redazione

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