Case comunali in via San Bernardino da Siena, vergogna e degrado

L'interno di un alloggio popolare abbandonato

Il decoro e la dignità dei condòmini delle case popolari di via San Bernardino da Siena (civici 32 e 45), fa a pugni con lo stato di totale abbandono di certi appartamenti e soprattutto con la mancanza, ormai prolungata nel tempo, di interventi di manutenzione ordinaria richiesti invano, ormai da mesi. Addentrandosi lungo i corridoi dei palazzi di via San Bernardino da Siena – si tratta di 96 alloggi di cui 37 vuoti – ed entrando, accompagnati dai condòmini, in alcune case, ci si trova a dover fare i conti con una realtà al limite del tollerabile.
Se al piano terra di un immobile si incontra chi, a proprie spese, ha deciso di eseguire piccoli interventi utili a migliorare il decoro, oppure c’è chi ha semplicemente deciso di bloccare le imposte di alcuni alloggi vuoti da anni le cui finestre continuavano a sbattere per il vento, salendo una sola rampa di scale si sprofonda nel degrado più totale.
Una porta aperta immette infatti in un mondo che sconfina nell’intollerabile. In uno di questi appartamenti, vuoto ormai da diversi mesi, tutto è buttato per aria. Mobili, letti e suppellettili gettati ovunque. I muri tappezzati di disegni e scritte, sintomo del probabile passaggio di altre persone nel periodo di totale abbandono, e una puzza insopportabile. E lì, sullo stesso pianerottolo, ci sono altri cittadini che devono convivere con questa situazione. Questa e altre gravi mancanze sono state denunciate ieri mattina da un folto gruppo di residenti appoggiati dal Pd comasco. Presente innanzitutto l’ex consigliere comunale Elide Greco da sempre attenta a questi problemi. «Queste persone, che come tutti gli altri comaschi, hanno votato, chiedono poche cose – dice Elide Greco – Nessun intervento faraonico ma solo lavori minimi per rendere più umani e vivibili gli spazi. Da lavori sugli infissi a opere sui caloriferi. Ma anche sui citofoni che non funzionano e che sempre più spesso rendono anche molto complesso per chi arriva, come il postino, rintracciare le persone». Presente anche il consigliere Pd Gabriele Guarisco. «Molti condòmini si danno da fare. Curano il verde, fanno piccoli lavori ma bisogna che l’amministrazione intervenga. Questo è parte di un patrimonio immobiliare che andrebbe ristrutturato e valorizzato mentre sul tema edilizia pubblica, nel documento di programmazione, c’è poco o nulla», dice Guarisco. Tra i tanti problemi anche l’assenza in certi numeri civici di un semplice cancello che impedisca l’accesso agli stabili da parte degli estranei. «Si tratta anche di ragioni di sicurezza. In molti hanno realizzato piccoli cancelletti all’inizio del ballatoio per sentirsi più sicuri. C’è poi chi ha rifatto il bagno anche più di una volta a proprie spese senza alcun sostegno dal Comune», interviene il capogruppo del Pd Stefano Fanetti in compagnia anche del consigliere regionale Angelo Orsenigo, di Luca Gaffuri e Vito de Feudis, segretario del circolo Pd di Como Sud. «Inoltre qui ci sono veramente molti spazi che, se risistemati, potrebbero essere anche utilizzati per far fronte a eventuali emergenze abitative. Inutile invece murare gli accessi degli appartamenti vuoti per impedirne l’ingresso. Bisogna pensare a una politica di recupero», dice Fanetti. In molti hanno voglia di parlare, tutti sono animati da un spirito costruttivo. L’obiettivo è poter rendere più decorosi e sicuri gli spazi che necessitano spesso solamente di piccoli interventi manutentivi. «In passato una delibera del Pd puntava a far sì che i soldi degli affitti venissero reinvestiti per lavori sugli immobili stessi – dice de Feudis – Mi chiedo cosa ne sia stato».

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