Case di riposo chiuse a Mariano Comense: chiesto il giudizio immediato

Tribunale di Como

La Procura di Como – pubblico ministero Maria Vittoria Isella – ha chiesto il giudizio immediato a carico dei due gestori di case di riposo a Mariano Comense accusati di caporalato in ambito sanitario. La data dell’udienza deve ancora essere fissata. Nei guai erano finiti un 43enne e la sua convivente, una 34enne, chiamati a rispondere appunto di sfruttamento del lavoro. Più strutture (poi “colpite” dal sequestro preventivo) che – secondo l’accusa – non sarebbero state adeguate per ospitare gli anziani, circa 29 pazienti che furono in seguito trasferiti in altre strutture del territorio. Dopo le verifiche effettuate dai Nas e dall’Ats Insubria, e dopo l’intervento dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Como, emersero le posizioni di dieci dipendenti (tra cui otto donne) che avrebbero praticato la professione all’interno delle strutture adibite a case di riposo senza però avere le qualifiche e per di più venendo sottopagati. Le rette per i degenti erano più basse rispetto ad altre strutture. Un giro che venne bloccato e che ora dovrà passare al vaglio di un giudice.

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