Cronaca

Case popolari, scoppia il caso degli abusivi “storici”

altLa crisi in città L’assessore al Patrimonio si appresta a portare in giunta un rapporto dettagliato sulle realtà più gravi. Ma i “furbetti” «sono in minoranza»
È allarme sociale: una cinquantina di persone occupa senza averne titolo 11 appartamenti comunali

A Como una cinquantina di persone tra grandi e piccini, 11 famiglie, occupa senza averne titolo – e cioè abusivamente – altrettanti appartamenti di case popolari di proprietà comunale.
Palazzo Cernezzi da tempo ingiunge lo sgombero: i casi meno recenti risalgono a una decina di anni fa. Adesso, però, pare che il Comune di Como voglia cambiare rotta in modo deciso.
«Da tempo ci stiamo occupando della situazione – anticipa al “Corriere di Como” l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno – Sto scoprendo una Como di cui non si ha

davvero idea. Ci sono sacche di povertà e di abbandono devastanti. La gravità della situazione è enorme».
Iantorno tiene a precisare che la situazione non è affatto inedita: «Gli uffici comunali hanno mandato atti di diffida agli abusivi nel corso degli anni, ma ora abbiamo deciso di monitorare la situazione e soprattutto di trovare una soluzione alle situazioni socialmente più rilevanti, questo ovviamente sempre nel rispetto delle normative».
«In queste famiglie ci sono situazioni sociali e familiari gravissime, e non parlo dei “soliti” immigrati ma di italiani, di comaschi: giovani, e donne sole, che magari hanno entrate di 200 o 300 euro al mese e non di più, e vivono senza allacciamenti al riscaldamento e quindi la loro qualità di vita è scarsa», aggiunge. Con loro il Comune avrà la mano morbida?
«Li sto incontrando uno per uno – dice – e li incontreremo ancora. Poi come detto farò rapporto alla giunta e al sindaco Mario Lucini. I “furbetti” veri e propri tra le 11 famiglie sono la minoranza, un paio di casi. Il resto sono situazioni di grave crisi sociale. Sono schiacciati tra il martello dell’abusivismo e l’incudine della povertà. Occupare appartamenti senza averne titolo non è tollerato dalla legge ma dobbiamo trovare una soluzione che sia ispirata a criteri di solidarietà sociale concreta. Ormai siamo all’emergenza, specie quando una famiglia ha due o tre figli in tenera età non ha neanche uno stipendio sicuro né un reddito quale che sia, che garantisca di rispettare un contratto di locazione regolare e a prezzi di mercato».
L’ultima graduatoria relativa all’assegnazione di case popolari (comunali e dell’Aler) ha visto arrivare 560 domande. Nel 2012 sono stati assegnati 60 alloggi. In tutto il Comune ha circa 800 appartamenti di cui un centinaio sono attualmente non abitati perché necessitano di interventi di manutenzione straordinaria. Ci sono 60 appartamenti in vendita a prezzi calmierati (l’ultima asta in febbraio è andata deserta) e con i 4 milioni di ricavo stimato in un iter di 4 anni si porrà mano agli interventi più urgenti.

16 marzo 2013

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