Casette e orti sulla riva del Breggia in piena

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Sponda selvaggia
L’assessore Daniela Gerosa: «Presto rimuoveremo tutte le costruzioni abusive»

(f.bar.) Il torrente Breggia continua a ingrossarsi. La pioggia cade incessantemente da giorni e le casette costruite ai bordi del corso d’acqua sembrano essere a rischio. Sulle sponde del Breggia da anni si assiste a un proliferare di piccole costruzioni, capanni e orti non a norma.
Inevitabile dunque parlare di “sponda selvaggia”. E ora con il livello dell’acqua in salita, il rischio aumenta. Intorno a questi capanni sono accatastati attrezzi, suppellettili e altri oggetti apparentemente

abbandonati che potrebbero essere spazzati via dalla forza dell’acqua.
Quanto si vede sporgendosi dalla strada e guardando lungo l’alveo del fiume è per molti versi impressionante. La serie di orti e casette per gli attrezzi di legno comincia proprio all’altezza del Bennet di Tavernola. Sotto il livello stradale, ecco comparire le prime costruzioni. All’esterno un barbecue e una catasta di legna. Tutto intorno sedie rotte e altri oggetti ammassati. Poco oltre un carrello della spesa. La casetta è proprio a pochi metri dalla riva e ieri mattina, con il fiume ingrossato, rifiuti di ogni genere si stavano cominciando ad ammassare proprio a due passi dall’uscio. Risalendo il corso d’acqua per un centinaio di metri, il paesaggio non cambia. In rapida successione si possono osservare degli orti, ora praticamente inutilizzati visto il cattivo tempo, con relativa casupola. Curioso notare come in corrispondenza di ognuna di queste costruzioni di fortuna, compaia, appoggiata al muro che porta in superficie, una classica scala a pioli utilizzata per risalire in strada. Una signora di passaggio, guardando il livello dell’acqua, si lamenta per i rifiuti galleggianti nel torrente. In effetti la corrente sempre più forte trascina a valle detriti di ogni genere. E spesso quelli più grandi rimangono impigliati. Il timore di un altro passante è che l’alveo, sporco e ostruito, possa in caso di piena accumulare i rifiuti sotto uno dei ponti di Cernobbio causando danni. Risalendo il corso d’acqua compare anche un’altra zona adibita a orto. Qui è stato gettato un vero e proprio basamento di cemento armato.
«L’11 febbraio abbiamo una conferenza di servizi con la Regione e gli altri enti interessati (il torrente infatti tocca oltre a Como anche Maslianico e Cernobbio) per valutare un progetto promosso dalla Regione e attuato dall’Ersaf di sistemazione dell’alveo del torrente Breggia – ha detto l’assessore all’Edilizia pubblica, Daniela Gerosa – Un progetto che prevede anche di rimuovere tutte le costruzioni abusive e tutto ciò che occupa l’alveo».
La situazione dunque, tra il fiume che si avvicina alla piena e gli orti spuntati ovunque, impensierisce. «Effettueremo immediatamente un sopralluogo – interviene l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti – È necessario monitorare la situazione e verificare che i rifiuti non ostruiscano il deflusso delle acque».
Purtroppo anche in questo caso l’opera di controllo è in parte frenata dalla mancanza di risorse materiali e umane. «Da prima dell’estate abbiamo tre persone in meno compreso un agente di polizia locale solitamente a nostra disposizione», conclude l’assessore Magatti.

Nella foto:
Uno degli orti realizzati sulla riva del Breggia e lambiti in questi giorni dalla piena del torrente che entra nel Lario fra Tavernola e Cernobbio (foto Mv)

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