Casi di Sars in Francia, scatta l’allerta sul Lario

Dieci anni fa la psicosi

(a.cam.) Ospedali e Asl in allerta per la nuova Sars. Dopo il primo caso europeo, un paziente deceduto in Francia, anche se in Italia non è stato accertato alcun contagio, gli esperti lariani sono pronti a fronteggiare un’eventuale diffusione del coronavirus.
«Qualora ci fossero casi sospetti, sapremmo esattamente cosa fare e saremmo pronti a fronteggiare la situazione», assicura il primario di malattie infettive del Sant’Anna, Domenico Santoro.
Tra il 2002 e il 2003, il virus, noto

come Sars, aveva contagiato oltre 8mila pazienti, con un tasso di mortalità dell’11%. «Oggi siamo in presenza di 43 casi accertati nel mondo, con 21 decessi – sottolinea Santoro – In Italia non abbiamo avuto alcun contagio. I malati sono soprattutto in Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi e recentemente anche in Tunisia. In Francia è stato registrato il primo paziente deceduto europeo e altri episodi sono stati accertati in Germania e nel Regno Unito. Tutti i pazienti avevano avuto un contatto diretto o indiretto prolungato con l’area del Medio Oriente dove si è verificato il maggior numero di casi». La nuova Sars provoca problemi respiratori in genere gravi, in molti casi con esito letale. «Al momento non esiste una cura specifica e questo aumenta la preoccupazione – sottolinea Santoro – Per ora non c’è un allarme, ma piuttosto un livello di allerta e sorveglianza preventiva. Le esperienze precedenti ci permettono di affermare che, qualora si verificassero casi, saremmo in grado di far fronte alla situazione. Abbiamo laboratori di riferimento per l’eventuale analisi per accertare la presenza del virus e una rete di ospedali pronti».
Il contagio avviene per via aerea, con contatti stretti e prolungati con persone infette. «In questa fase non sono sconsigliati viaggi in alcun Paese – conclude Santoro – Valgono in ogni caso i consigli e le precauzioni di tipo igienico-sanitario: lavarsi spesso le mani, consumare solo alimenti cotti ed evitare il contatto con persone chiaramente malate».

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