Casinò e Campione d’Italia in difficoltà. Il sindaco: «C’è un paese da salvare»
Cronaca, Economia, Territorio

Casinò e Campione d’Italia in difficoltà. Il sindaco: «C’è un paese da salvare»

Il sindaco Salmoiraghi a Espansione Tv Il sindaco Salmoiraghi a Espansione Tv

Il Casinò di Campione – unica azienda dell’enclave italiana in Svizzera – è in crisi profonda, e Roberto Salmoiraghi sindaco del Comune – proprietario della casa da gioco – ha annunciato un piano di lacrime e sangue.
Lo ha fatto in una affollata assemblea pubblica dal Salone delle Feste del Casinò, di fronte a tutti i cittadini campionesi, a poche ore dalla richiesta di fallimento per insolvenza avanzata dalla Procura di Como. Concetti che ha ribadito ieri sera nel corso della trasmissione “Dariosauro”, in onda su Espansione Tv. L’udienza in Tribunale che prenderà una decisione è stata fissata per il 12 marzo.
Il sindaco è partito proprio da questa richiesta, che ha detto di non condividere: «Mi sembra una cosa opinabile. Il fallimento non mi sembra il rimedio giusto. Dobbiamo cercare tutti assieme una soluzione differente» sono state le sue parole.
Quindi, il piano di lacrime e sangue. Ai conti del Casinò (cinquecento dipendenti) sono infatti collegate le sorti finanziarie del Comune (che ne conta invece un centinaio).

Un momento dell'assemblea nel Salone delle feste Un momento dell’assemblea nel Salone delle feste

Dal 2011 al 2016 il Casinò, ha spiegato Roberto Salmoiraghi, ha perso ricavi e ha aumentato in modo esponenziale l’indebitamento: nullo nel 2011, 39 milioni di franchi nel 2016.
Per sanare la situazione economica di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi partirà dagli uffici del Comune: un risparmio di 5, 8 milioni franchi con taglio delle spese, interventi su appalti e una pesante decurtazione degli stipendi dei dipendenti comunali.
«Inizieremo con una decurtazione del 20% degli stipendi dei dipendenti comunali – ha spiegato Roberto Salmoiraghi – che prenderà il via il 20 febbraio. Mi auguro che ci sia anche l’accordo con i sindacati. Dal 1° febbraio partirà anche la mobilità. Analizzerò quelli che sono gli eccessi e procederemo: se ci saranno impedimenti rassegnerò le mie dimissioni».
«Qui si tratta di salvare il paese o di mandarlo a gambe per aria – sono state le secche parole del primo cittadino –

Un momento dell'assemblea nel Salone delle feste Un momento dell’assemblea nel Salone delle feste

Abbiamo passato 40 anni di benessere assoluto grazie al Casinò e ora siamo diventati poveri. Non c’è niente di male. In ogni caso tutto è ancora in fase di valutazione».
Tagli pesanti anche per i dipendenti della casa da gioco. «Saranno nei limiti del buonsenso – ha aggiunto Salmoiraghi – mi auguro che non ci siano esuberi di personale e che tutti possano mantenere l’occupazione. Non è da escludere che possa essere anche affittato un ramo d’azienda, elemento che porterebbe ad un considerevole risparmio sui costi».
Una manovra che toccherà pure le pensione. «So che la cosa può fare male – ha sottolineato il sindaco Salmoiraghi – Ma questo è un progetto complessivo, che mi auguro possa essere limitato nel tempo. Più sacrifici ci saranno adesso, meno ce ne saranno dopo».

16 gennaio 2018

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Redazione Corriere di Como

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