Casinò, Campione festeggia il verdetto della Cassazione

il Casinò di Campione d'Italia

«Dopo anni di reale sofferenza e incertezza pressoché totale, dopo i licenziamenti di massa, il dissesto, l’inclusione doganale europea e la crisi pandemica generale, Campione d’Italia merita di recuperare un po’ di serenità».
L’amministrazione comunale dell’enclave d’Italia affacciata sul Ceresio, ha fatto pervenire ieri un comunicato stampa, all’indomani della decisione della Corte di Cassazione che ha in sostanza azzerato due anni e mezzo di battaglie legali, rispostandoci nel tempo a prima del fallimento della casa da gioco. Sul Casinò di Campione pende tuttavia ancora una istanza – sempre di fallimento – chiesta dalla Procura di Como, domanda che era stata presentata all’indomani della sentenza dell’Appello che aveva annullato il fallimento decretato dal Tribunale di Como per vizi di forma. Il ricorso dell’istituto bancario creditore nei confronti del Casinò, che aveva chiesto alla Corte di Cassazione di dichiararsi contro la fallibilità della casa da gioco, aveva poi congelato di nuovo le carte almeno fino a giovedì, quando i giudici romani hanno decretato l’inammissibilità del ricorso scongelando la situazione ma riportandola indietro di oltre due anno e mezzo. Ovvero al momento in cui, in pratica, dovrà essere fissata una udienza prefallimentare (che dovrebbe essere in gennaio) di fronte al giudice di Como.
«Accogliamo positivamente la notizia della sentenza di Cassazione perché fissa un punto saldo sul quale poter ricostruire e rimettere in moto le attività del Casinò di Campione – commenta il Comune fiducioso su quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi – L’Amministrazione non si è fatta trovare impreparata, abbiamo sempre creduto che questa sia l’unica vera opportunità per riaprire il Casinò di Campione e ci siamo mossi da subito con un mandato esplorativo al fine di individuare gruppi interessati allo sviluppo della Casa da gioco».
Ma non solo: «Abbiamo attivato i necessari contatti con il Governo per trovare soluzioni efficaci per condividere un percorso sollecito di riapertura dell’Azienda. Ciò consentirà di recuperare un livello occupazionale adeguato per Campione e in tal senso siamo pronti ad attivare confronti aperto con tutte le parti coinvolte: società, Tribunale fallimentare, lavoratori, sindacati e creditori». Un progetto che tuttavia – per avere il via libera da parte del giudice – dovrà essere «stabile e concreto», avvalendosi di «gruppi di primaria importanza».
Non rimane insomma che attendere (ancora, del resto) per cercare di comprendere quello che accadrà.
Anche se il punto di partenza che non bisogna mai dimenticare è che c’è un’altra istanza di fallimento – la seconda – che ancora pende sul capo della ex casa da gioco di Campione d’Italia.

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