Casinò e Comune di Campione in rosso: il sindaco annuncia un piano lacrime e sangue

Un momento dell'assemblea di oggi a Campione Un momento dell’assemblea di oggi a Campione

Il Casinò di Campione – unica azienda dell’enclave italiana in Svizzera– è in crisi profonda, e il sindaco del Comune – proprietario della casa da gioco – annuncia un piano di lacrime e sangue.
Lo fa dal Salone delle Feste del casinò, di fronte a tutti i cittadini campionesi, a poche ore dalla richiesta di fallimento per insolvenza avanzata dalla Procura di Como.
Richiesta che, il sindaco, dice di non condividere.

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«Qui si tratta di salvare il paese o di mandarlo a gambe per aria – sono state le secche parole del primo cittadino – Abbiamo passato 40 anni di benessere assoluto grazie al Casinò e ora siamo diventati poveri. Non c’è niente di male. In ogni caso tutto è ancora in fase di valutazione».

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Quindi, il piano di lacrime e sangue. Ai conti del Casinò (500 dipendenti) sono collegate le sorti finanziarie del Comune (100 dipendenti). Dal 2011 al 2016 il Casinò, ha spiegato Salmoiraghi, ha perso ricavi e ha aumentato in modo esponenziale l’indebitamento: nullo nel 2011, 39 milioni di franchi nel 2016. Per sanare la situazione economica di Campione, Salmoiraghi partirà dal Comune: un risparmio di 5, 8 milioni franchi con taglio delle spese, interventi su appalti e una pesante decurtazione degli stipendi dei dipendenti comunali, pari al 20% a partire da febbraio.  Tagli  in vista anche per il personale del casinò e sulle pensioni erogate.

 

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