Casinò di Campione, Bruschi: «Nessun incarico»

Casinò Campione d'Italia

La situazione di crisi del governo non aiuta certo il futuro di Campione d’Italia. Ieri, dopo settimane di silenzio, è tornato a parlare sul sito specializzato gioconews.it l’ex commissario straordinario del Casinò, Maurizio Bruschi. «Attualmente non ho ricevuto nessun secondo incarico da parte del Viminale – ha dichiarato Bruschi – resto in attesa di una valutazione della mia relazione».
Contenuto della relazione che rimane però “segreto”. Bruschi era stato chiamato all’inizio dell’anno a “elaborare un programma di risanamento del gestore, ovvero di valutare la sussistenza delle condizioni per l’individuazione di un nuovo soggetto giuridico per la gestione della casa da gioco”. La relazione di Bruschi, secondo gli esperti, presenterebbe più di una ipotesi concreta. Una delle scelte sul tavolo, ma anche le meno praticabile, riguarda il risanamento dell’attuale società di gestione (sulla società pende una sentenza di fallimento del Tribunale di Como in seguito annullata il Appello e oggetto di due ricorsi pendenti in Cassazione) ovvero la costituzione di una società ex novo. Ente a maggioranza e controllo pubblici, ma con un possibile ingresso – come spiega anche gioconews.it – di uno o più soci diversi. Ovvero uno o più gruppi privati che in questi mesi si sono fatti avanti per sostenere la riapertura del casinò e proporre modelli di business a Campione d’Italia anche differenti dal 100% gioco d’azzardo.
In particolare si sono fatte avanti nel corso dei mesi la società francese Propriétés & Co (Hpa Holding) che ha avanzato un suo businessplan e studiato anche forme di sostegno diretto alla società pubblica di gestione. Avrebbe previsto 6 milioni di euro di fondi e una fideiussione da 30 milioni di euro per il rilancio, l’assunzione di 250 persone (con priorità agli ex dipendenti residenti a Campione), l’apertura di un hotel a 5 stelle, negozi, uffici, una Spa e una galleria d’arte contemporanea, oltre alla nuove abitazioni. C’è il progetto del ticinese Artisa Group (utilizzare parte del casinò progettato da Mario Botta per installarvi una clinica all’avanguardia), quello di un gruppo cinese e infine l’abboccamento con il gruppo che fa capo all’imprenditore italiano da anni residente a Lugano, Ernesto Preatoni. Un mix di turismo (con l’attività alberghiera del gruppo Domina, Preatoni è diventato famoso nel mondo) gioco, arte e cultura, con strutture museali e commerciali.
Il piano per Campione d’Italia, compresa la nomina di un commissario devono però arrivare alla presidenza del Consiglio del ministri dopo il via libera dei gabinetti dell’Interno e del Mef. Passaggi praticamente impossibili in questi giorni con l’Italia con un governo uscente e uno nuovo forse in fieri, ma solo dopo le consultazioni della prossima settimana.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.