Casinò di Campione, Bruschi verso la nomina

Casinò di Campione

Timide schiarite su una questione, ma ancora tante nubi nere su un’altra. La vicenda Campione d’Italia rimane legata anche alla crisi politica del governo Conte.
Per quanto riguarda la possibile riapertura del casinò, prende sempre più corpo l’ipotesi di un incarico formale proprio a Maurizio Bruschi, già commissario straordinario scelto dal ministero per “elaborare un programma di risanamento del gestore, ovvero di valutare la sussistenza delle condizioni per l’individuazione di un nuovo soggetto giuridico per la gestione della casa da gioco”. La relazione di Bruschi presenterebbe più di una ipotesi concreta. Per evitare di dover avviare un nuovo iter, il gabinetto del Ministero dell’Interno avrebbe così individuato lo stesso commissario per andare avanti. Per la nomina serve l’ok anche del Mef, ma i rapporti tra Salvini e Tria non sono proprio idilliaci in questi giorni. Il viceministro dell’economia, il leghista Massimo Garavaglia potrebbe però forzare la mano e fare valere la sua delega (pur verbale) ricevuta da Tria riguardo la questione Campione.
La questione ancora più spinosa, e se si vuole impellente, riguarda però la prossima entrata in vigore della direttiva europea e del regolamento doganale. Norme che in concreto renderebbero impossibile vivere a Campione d’Italia. Dal prossimo 1° gennaio, il nuovo regolamento aprirebbe un ventaglio di almeno 14 questioni, difficili da dirimere.
Vi sarebbero problemi per il rifornimento di gasolio per il riscaldamento, per lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue. Difficoltà per i trasporti pubblici e per il trasporto di merci e persone via lago. Si dovrebbe trovare un accordo per le targhe (svizzere) delle auto intestate ad attività economiche e residenti di Campione. Problemi anche per servizi assicurativi, bancari e postali. Poi ci sono le questioni che riguardano i contratti telefonici, Internet (la fibra a Campione arriva dalla Svizzera), e ancora assistenza sanitaria, servizio di soccorso con ambulanze, i pompieri, fino alla possibilità per i residenti a Campione d’Italia di frequentare le scuole svizzere di ogni grado, come se si trattasse di residenti in Canton Ticino.
Su questa questione, il commissario prefettizio, Giorgio Zanzi avrebbe chiesto formalmente lo slittamento di due anni dell’entrata in vigore del regolamento. Un modo per studiare accordi specifici per Campione con la Svizzera. Nei giorni scorsi, Massimo D’Amico, presidente dell’associazione degli operatori economici di Campione, ha scritto anche all’ambasciatore italiano a Berna, Silvio Mignano per cercare una soluzione. D’Amico ricorda anche la questione dei pensionati di Campione, che con gli assegni che vengono erogati in Italia dovranno lasciare presto l’enclave e la necessità di una moratoria sui debiti, almeno fino a quando non verrà riaperto il casinò e ripartirà la vita nel paese.

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