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Casinò di Campione: diciassette rinvii a giudizio

Erano tantissimi i capi di imputazione, e tantissime (17) anche le persone finite in aula, tra cui due ex sindaci. Nel pomeriggio di ieri il giudice dell’udienza preliminare di Como, Andrea Giudici, ha letto il dispositivo della sentenza per cui è stato poi necessario “spuntare” dal capo di imputazione quello che era rimasto e quello per cui invece era stato decretato il «non luogo a procedere». Stiamo parlando della vicenda penale che aveva riguardato e scandagliato i conti in dissesto del Casinò di Campione d’Italia. L’epilogo è stato di due capi di imputazione completamente “cancellati” (quasi tre), e di altri ridotti.

Per molti c’è stato invece – come richiesto dalla pubblica accusa – il rinvio a giudizio fissato, per il 12 aprile del 2022. In aula ci saranno anche i due ex sindaci, Roberto Salmoiraghi e Maria Paola Rita Piccaluga. Tra i reati rimasti – cui saranno chiamati a rispondere a vario titolo gli indagati – ci sono una serie di abusi d’ufficio e falsi in atto pubblico e in bilancio, questi ultimi per gli anni 2014 e 2015. Tra le contestazioni che esulano i conti della casa da gioco, sono rimaste il falso per conferimento di villa Mimosa e il falso in atto pubblico per la falsa residenza di una dirigente a Campione d’Italia con il concorso del Capo Area della Polizia Locale dell’enclave italiano in Canton Ticino.

L’udienza di ieri mattina si era aperta con le parole degli ultimi avvocati delle difese che ancora non avevano parlato la scorsa settimana.La Procura della Repubblica di Como, nell’udienza precedente, aveva invece invocato il rinvio a giudizio per tutti i sospettati e per tutti i capi di imputazione. Nessuno ha scelto riti alternativi, motivo per cui alla fine il Gup è stato chiamato a valutare gli eventuali rinvii a giudizio che sono arrivati, anche se in misura inferiore a quanto era stato auspicato dalla pubblica accusa.

Ora l’attenzione si sposta sulla primavera del 2022. L’indagine sui conti del Casinò di Campione d’Italia era stata portata avanti in parallelo alle due istanze per chiedere il fallimento della casa da gioco. Dodici i capi di imputazione messi nero su bianco presentando il contro a politici e amministratori del municipio e della casa da gioco. Debiti che hanno travolto non solo i tavoli da gioco ma anche l’ente affacciato sul Ceresio. Una storia che era iniziata con un esposto presentato dall’ex sindaco Salmoiraghi, che riguardava gli accordi economici tra Comune e Casinò.

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