Casinò, domani dovrebbe essere formalizzato il nuovo piano industriale

Il Casinò di Campione d'Italia

Situazione di stallo nella trattativa sugli esuberi al Casinò di Campione. La riunione fiume di ieri tra azienda e sindacati (è iniziata alle 14.30 e si è conclusa poco prima delle 21) ha prodotto un documento finale interlocutorio.
L’amministratore unico della casa da gioco Marco Ambrosini, ha ribadito infatti di non poter ritirare la procedura di licenziamento collettivo.
Da parte sua, il sindacato ha confermato che senza il ritiro della stessa procedura «non è ipotizzabile la sottoscrizione di una proroga» del contratto di solidarietà attualmente in vigore nel Casinò.
In realtà, almeno secondo alcuni diretti protagonisti della trattativa, un passo avanti c’è stato.
Entrambe le parti, infatti, si sono trovate d’accordo su un punto: il Comune deve ridurre le sue richieste alla casa da gioco. Cioè a dire che il “sistema Campione” reggerà se il municipio non continuerà a pretendere ogni anno dal Casinò 18 milioni di euro.
La formulazione esatta sottoscritta ieri e messa nero su bianco è chiara: «È indispensabile un atto concreto di contenimento della richiesta del Comune in qualità di socio unico». Quale possa essere la reazione della giunta di Campione è difficile dire. Sebbene sia da presumere che l’amministratore della casa da gioco non abbia siglato un documento simile senza prima consultarsi con il socio unico, ovvero il sindaco dell’enclave. In ogni caso, già domani i vertici aziendali dovrebbero presentare al sindacato il piano industriale e spiegare quindi in dettaglio in che modo ridurre i costi. Un piano che sarà anche depositato in Tribunale in vista dell’udienza del 12 marzo prossimo davanti al giudice fallimentare.
Da. C.

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