Casinò, il piano di Ambrosini: Riaprire con 170 dipendenti

Casinò Campione d'Italia

Ma il personale deve aderire entro pochissimi giorni

L’amministratore unico della Spa Casinò di Campione, Marco Ambrosini, ha presentato il suo piano ai dipendenti per riaprire la casa da gioco, chiusa dal luglio del 2018.
Al momento della chiusura i dipendenti erano quasi cinquecento (482), sono stati poi tutti licenziati. Ambrosini prevede nel suo piano di riaprire con 170, al massimo 180 persone. Gli “ex dipendenti” hanno pochissimi giorni per aderire al piano. Devono compilare il documento di adesione e consegnarlo entro domenica alle 18 via posta elettronica certificata o di persona, direttamente al quinto piano del Casinò, nei pochi uffici che sono stati riaperti dalla società.
Società sempre al centro di una tormentata vicenda giudiziaria che ha portato, in diversi gradi di giudizio, prima alla sentenza di fallimento per i debiti di oltre centotrenta milioni di euro accumulati in particolare negli ultimi anni, poi all’annullamento del provvedimento del Tribunale. Il Palazzo di giustizia di Como ha dato tempo fino al 19 aprile per presentare un concordato di risanamento.

Ecco quindi, dopo settimane di attesa, la mossa di Ambrosini verso uno dei principali creditori del Casinò, i dipendenti, che dal 2018, ben prima della chiusura, non hanno più percepito un franco svizzero per il loro lavoro. Come verranno scelti i dipendenti da assumere? La società non utilizzerà personale interno o ex dirigenti per definire la nuova pianta organica, ma si affiderà a una realtà specializzata nella gestione delle risorse umane, dando però precedenza alle regole previste per legge, quali anzianità e carichi familiari. La retribuzione viene definita in 3.600 franchi mensili. I contratti sono nuovi, da 36 e 40 ore la settimana. Per dipendenti assunti e non assunti, aderenti o meno al concordato, la società garantisce l’erogazione del Tfr integrale e altri indennizzi. Prevista anche una compensazione dei costi delle spese legali di 500 euro per i 277 ex dipendenti che hanno presentato ricorso contro il licenziamento.

In caso di necessità di ulteriore personale dopo la riapertura, avranno sempre precedenza gli ex dipendenti. La società del Casinò insomma ha scoperto le sue carte, ora la mossa spetta al personale, in gran parte ancora residente a Campione d’Italia. Il sindacato? Al momento sta sulla porta.
«Non conosco gli estremi della proposta – commenta Vincenzo Falanga, segretario generale della Uil Funzione pubblica del Lario – Sentire parlare finalmente di riapertura del casinò è sicuramente qualcosa di positivo. Le proposte si scontrano purtroppo anche con un momento in cui tutte le case e le sale da gioco sono chiuse a causa della pandemia. Di certo il sindacato cercherà di fare la sua parte, come sempre, a fianco della persone. Sono ancora molti quelli che non sono riusciti a ricollocarsi in questi quasi tre anni di chiusura del Casinò».
Ma l’ostacolo più alto resta sempre la decisione che verrà presa dai giudici di Como.

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