Caso Fazio, le carte che cambiano la vicenda. Una scelta precisa ha tagliato fuori Aiello

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Il giallo della polizia locale
Il vice di Graziani aveva i titoli per fare il capo, bastava una telefonata. Mai fatta

E se non vi fosse soltanto una pasticciata impreparazione all’origine della vicenda che ha portato il dirigente del settore Informatico del Comune a diventare comandante pro-tempore della polizia locale? La domanda, oggi, non pare del tutto oziosa, soprattutto alla luce dei nuovi dettagli emersi in queste ore circa il lungo e per certi versi nebuloso iter che ha portato – oltre alla curiosa nomina dell’ingegnere informatico Giovanni Fazio a capo dei vigili – alla clamorosa esclusione dell’ex vicecomandante

del Corpo, Vincenzo Aiello, dallo stesso ruolo.
Per capire come mai si siano improvvisamente addensate nubi sulla vicenda, bisogna fare un passo indietro. Al 2011, per la precisione. Quando l’allora numero due dei vigili comaschi – numero uno era ancora Vincenzo Graziani – partecipò a un concorso pubblico per la selezione di un dirigente da assegnare al comando della polizia locale di Faenza. Per essere chiari: la stessa, identica ricerca sulla quale è ora impegnato il Comune di Como.
Ebbene, Aiello non riuscì ad arrivare primo (comandante del Corpo faentino divenne tale Paolo Ravaioli), ma si piazzò benissimo. Cioè secondo. Cosa significa questo? Significa che comunque, dal 23 novembre 2011, un atto sancisce ufficialmente che Vincenzo Aiello ha tutti i titoli in regola per poter assumere la guida di un Corpo di polizia locale. Compreso quello di Como, evidentemente.
Ora, chiudiamo qui per un attimo la parentesi emiliana. E torniamo sul Lario.
Maggio 2013. L’ormai ex comandante dei vigili, Vincenzo Graziani, protocolla ufficialmente la lettera con la quale comunica il proprio vicino pensionamento. Un fatto a quel punto ufficiale a tutti gli effetti, sebbene da mesi a Palazzo Cernezzi anche i muri sapessero che l’addio del “capo” era sicuro e imminente. Con una data precisa, peraltro: il 31 dicembre 2013, poi prorogata all’11 febbraio scorso. A ogni modo, la tarda primavera dello scorso anno era il momento giusto per un’amministrazione minimamente scrupolosa per avviare senza perdere tempo ogni pratica necessaria alla sostituzione di Graziani.
Ma cosa successe realmente?
Nei fatti, assolutamente nulla. Per mesi. A dispetto delle carte ufficiali depositate per tempo e nelle sedi idonee da parte di Graziani. Fino allo scorso ottobre, infatti, la giunta non ha mosso un dito. Poi, finalmente, ecco che l’esecutivo decide di avviare una procedura di mobilità per individuare all’esterno il possibile sostituto del comandante uscente.
A questo punto, però, la “storia” deve necessariamente tornare ad Aiello, che abbiamo lasciato nel novembre 2011 con tutti i titoli in regola per fare il dirigente-comandante di un Corpo di polizia locale, grazie al concorso di Faenza. La vicenda, a questo punto, si fa misteriosa. Perché una domanda viene spontanea: come mai nei mesi che vanno dall’annuncio di addio di Graziani (maggio 2013) fino all’avvio delle procedure di mobilità (ottobre 2013), nessuno in Comune pensa (o vuole pensare) che il vicecomandante in carica a Como ha già tutte le carte in regola per poter diventare il nuovo capo dei vigili?
Alcune spiegazioni – se così si possono definire – sono state date da Lucini nei giorni scorsi, nel pieno delle polemiche per la nomina dell’ingegnere Fazio a comandante pro-tempore. «La nomina di Aiello a comandante – ha spiegato per esempio il sindaco a Etg+, martedì scorso – sarebbe stata legittima ma non lineare. Per questo abbiamo deciso un’altra procedura». Parole già benevole, visto che solo pochi giorni prima, il ritornello ufficiale dell’amministrazione verteva su una misteriosa assenza di requisiti da parte di Aiello. Circostanza – carte faentine alla mano – del tutto infondata.
Ma c’è di più.
Perché ormai è chiaro che, tra maggio e ottobre 2013, prima ancora di avviare la procedura di mobilità per cercare altrove un nuovo comandante per i vigili di Como, sarebbe bastato che qualcuno, a Palazzo Cernezzi, avesse alzato il telefono e avesse chiamato il Comune di Faenza. A quel punto – graduatoria del concorso 2011 alla mano e nel pieno rispetto delle norme – sarebbe stato sufficiente chiedere la disponibilità del municipio emiliano nel “cedere” Aiello a Palazzo Cernezzi. E in caso di pressoché certa risposta positiva, Aiello sarebbe diventato comandante a pieno titolo della polizia locale di Como in un battibaleno. Evitando, per di più, la bizzarra nomina di Giovanni Fazio. Il quale – per inciso – sapete come fu assunto a Como una decina di anni fa? Venendo “pescato” dalla graduatoria di un concorso fatto (e non vinto) dall’interessato in Veneto. Cioè esattamente come sarebbe potuto capitare ad Aiello. Ed esattamente come – a pensare male – qualcuno non ha voluto che capitasse.

Emanuele Caso

Nella foto:
Vincenzo Aiello, vicecomandante del Comando della polizia locale di Como fino all’addio di Vincenzo Graziani

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