Cronaca

Caso Ica, “condanna politica” di Confesercenti al Comune

altBufera sulle multe
Durissimo documento dell’associazione: «Palazzo Cernezzi responsabile come i privati»

Un attacco frontale al Comune di Como e a Ica. Senza eccessive forzatura, si può sintetizzare così il pesantissimo documento preparato da Confesercenti per fare il punto sulla questione delle multe a raffica per oltre 2mila casi di presunta evasione dell’imposta sulla pubblicità. Sanzioni che hanno toccato moltissimi negozianti associati a Confesercenti – a partire dal presidente Claudio Casartelli, che ieri ha diffuso la nota – e che hanno scatenato un’ondata di rabbia e proteste.
Ma se

da un lato non sorprende che l’associazione alzi la voce contro Ica, meno scontata era la durissima presa di posizione dell’associazione contro l’amministrazione comunale. Che, invece, viene investita da un fiume di critiche.
«L’invio di una moltitudine di cartelle per il pagamento della tassa sulla pubblicità da parte della società Ica, a cui il Comune di Como ha dato l’appalto per la riscossione, ha legittimamente suscitato una sdegnata e negativa reazione nella gran parte delle imprese commerciali ed artigiane operanti in città – si legge nel documento di Confesercenti – Il fatto che il Comune non abbia definito per tempo con questa società una corretta interpretazione delle norme attuative del regolamento comunale e del rapporto tra questo e la normativa nazionale, non abbia valutato attentamente la questione del pregresso da saldare e non abbia definito i comportamenti da tenere con le imprese in sede di contenzioso rappresenta uno schiaffo alle difficoltà delle piccole imprese comasche, alle prese da tempo con difficoltà e problemi più volte denunciati».
Come già si nota, dunque, le “colpe” dell’inflessibile Ica vengono parificate da Confesercenti a quelle dell’amministrazione. Concetto che – pur con una suddivisione specifica – viene ribadito con forza ancora maggiore nel passaggio immediatamente successivo.
«Deve essere chiaro che la società Ica porta per intero il peso di un comportamento al limite dell’irresponsabile (e dell’intimidatorio) – premettono da Confesercenti – ma di questo fatto l’amministrazione comunale ne ha tutta la responsabilità politica».
La marea di critiche verso Palazzo Cernezzi non finisce qui. Tanto che, addirittura, nel prosieguo del documento, Confesercenti allarga persino il tiro rispetto alla sola questione di Ica.
«Questo (le multe, ndr) è un atto che va a colpire gli interessi del piccolo commercio, delle professioni, degli artigiani e delle attività economiche che contribuiscono a tenere in vita questa nostra ancora vitale comunità. Come Confesercenti – prosegue l’associazione – non ci sentiamo di considerare questi avvenimenti come un incidente di percorso: gli errori ben visibili e la testardaggine mostrata sulla Ztl, per non parlare della volontà di acconsentire ai propositi della grande distribuzione di aprire un nuovo (come se Como ne avesse bisogno) centro commerciale nell’area ex Trevitex, sono i segni di una visione ideologica nella gestione amministrativa che non tiene conto dei legittimi interessi delle piccole imprese commerciali».
Verso la fine, il monito: «Caro sindaco Lucini e cari assessori, il governo di una città non può essere semplice tecnica o attuazione delle norme “sic et simpliciter” , non ci si può sempre nascondere dietro il mantra del “dobbiamo far quadrare i conti”. Le vostre norme ed i vostri conti vanno a colpire nel vivo (e anche nella dignità) tante imprese e tante famiglie! La nostra richiesta è semplice: questa tassa (sulla pubblicità, ndr) è certamente dovuta ma occorre rivedere il rapporto con Ica e sospendere i pagamenti in attesa di ridefinire completamente la regolamentazione di questa materia».
«Queste cartelle “pazze” vanno riviste caso per caso senza l’assillo della mora – conclude Confesercenti – Senza questo atto sarà inevitabile da parte delle piccole imprese e delle loro associazioni una civile ma dura risposta, prologo di una condanna politica della città al vostro operato. Anche Confesercenti mette a disposizione dei suoi associati e di tutti coloro che ne hanno bisogno un servizio di consulenza specifico: potete inviare una mail a legaleconfesercenti@gmail.com o chiamate direttamente al 031.526820 fax 031.526824».

E.C.

Nella foto:
La sede di Ica, a Como, in via Dottesio. Alla società privata il Comune ha affidato tramite gara la riscossione e il potere sanzionatorio per diverse imposte
3 Nov 2013

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