Caso Ica, prime sanzioni annullate. Confcommercio: «Serve sospensiva»

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I tributi sulla pubblicità
Accolte 37 istanze, corretti 51 avvisi e confermati altri 55

(m.d.) Per 37 multe cancellate ne restano 55 da pagare. E la guerra tra i commercianti e Ica continua. Ieri la società che gestisce la riscossione delle imposte sulla pubblicità per conto del Comune di Como ha comunicato a Confcommercio, con una lettera inviata anche al sindaco Mario Lucini, il risultato delle prime verifiche effettuate sulle istanze di autotutela presentate dagli esercenti che erano stati sanzionati da Ica per presunte irregolarità nel pagamento dei tributi relativi appunto alle

insegne pubblicitarie dei negozi.
Su un totale di 143 contestazioni formulate dai commercianti – ma il numero di istanze di autotutela che dovrebbero nel complesso arrivare a Ica è ben più alto e si attesta a quota 500 – il bilancio di questa prima tranche di controlli è stilato dalla stessa Confcommercio.
«In 37 casi le istanze sono state totalmente accolte e i relativi avvisi di pagamento annullati – ha fatto sapere ieri l’associazione di via Ballarini – Per altre 51 istanze Ica ha provveduto alla richiesta verifica per cui ha annullato gli avvisi emettendone di nuovi con le correzioni richieste, mentre in 55 casi la società ha confermato le sanzioni e le conseguenti richieste di pagamento».
Quando un esercente riceve da Ica l’avviso relativo alle irregolarità contestate ha sessanta giorni di tempo per pagare la sanzione con lo sconto (la multa viene ridotta a un terzo) o per fare ricorso alla Commissione provinciale tributaria se si sente ingiustamente accusato.
Appena sono emersi i primi casi controversi, Confcommercio Como ha invitato gli associati a presentare istanze di autotutela per chiedere la verifica delle contestazioni mosse da Ica. In molti casi, infatti, le sanzioni, che possono variare da qualche centinaio fino a diverse migliaia di euro, apparivano discutibili. Come per esempio per i bar e i ristoranti multati per aver esposto il menu.
Confcommercio ha nel contempo chiesto più volte al Comune di sospendere i termini degli avvisi per dar modo alla stessa Ica di «procedere a una corretta e approfondita verifica degli stessi avvisi», come spiega la stessa associazione di categoria.
Ma nulla da fare. Il sindaco si è sempre detto contrario a concedere sospensive. Una decisione criticata con fermezza da Confcommercio, che continua invece a ribadire la necessità di avere più tempo per poter fare le necessarie verifiche. E che attacca «il silenzio del sindaco e della giunta sulla possibilità che ha il Comune di decidere una sospensione, atto di buon senso che la legge prevede e che altri Comuni in Italia hanno attuato. Una scelta che consentirebbe a Ica di procedere con più attenzione alla revisione degli avvisi».

Nella foto:
Ica è la società che gestisce la riscossione delle imposte sulla pubblicità per conto del Comune di Como. Ha sede in via Dottesio (nella foto)

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