Il caso in una scuola dell’Erbese: calmanti nel caffè dell’insegnante rivale
Cronaca

Il caso in una scuola dell’Erbese: calmanti nel caffè dell’insegnante rivale

Pare che all’origine di tutto, nel settembre del 2016 all’apertura dell’anno scolastico, ci fosse stato il ritiro di un diario da parte di una insegnante ad un ragazzo di un istituto comprensivo dell’Erbese, alunno di scuola media.
Un intervento che non era piaciuto all’insegnante di sostegno del giovane e anche alla madre.
Da quel fatto iniziale la situazione, nel corso dei mesi, è andata via via complicandosi con litigi con toni accesi e davanti ad alunni e altri genitori, e tentativi ulteriori di mettere sotto cattiva luce l’insegnante di fronte ai vertici dell’istituto.
L’intento, probabilmente, era quello di ottenere la rimozione della professoressa.
La situazione è degenerata in modo definitivo sotto Natale, quando il 9 dicembre dopo un caffè offerto l’insegnante ha iniziato ad accusare malessere, giramenti di testa e un malore. L’intervento del 118 ha poi permesso di appurare che dentro quel caffè erano state sciolte gocce di benzodiazepine, principio attivo usato per calmare l’ansia.
La vicenda è finita sul tavolo dei carabinieri della stazione di Erba che hanno avviato le indagini ricostruendo quello che era successo da settembre in avanti. Intercettazioni, perquisizioni e altre attività che sono poi confluite nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari che ha colpito l’insegnante di sostegno e la mamma del ragazzo, entrambi donne di 40 anni, una residente a Carugo l’altra a Cantù. Il provvedimento, chiesto dal pm Daniela Moroni, è stato firmato dal giudice delle indagini preliminari di Como Maria Luisa Lo Gatto ed è stato eseguito ieri mattina dai carabinieri di Erba.
Nelle intercettazioni, finite sul tavolo della procura, le donne al telefono non risparmiavano attacchi alla contestata insegnante, facendo riferimento al fatto che fosse «drogata di farmaci».
«Ben le sta, per me poteva anche schiattare in classe», dicono le due amiche.
Elementi anche questi che sono confluiti nella richiesta di “domiciliari”. Nel fascicolo del pm anche il bicchiere del caffè che – una volta analizzato – ha confermato la presenza di benzodiazepine. Le arrestate verranno sentite nelle prossime ore dal giudice a cui potranno raccontare la loro versione dei fatti. Le accuse sono stalking e lesioni.

7 aprile 2017

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