Economia

Caso Tasi, ora i Caf sono al collasso e tra i cittadini cresce il malcontento

altI lariani tassati
Incertezze su tempi e modalità mettono in crisi chi assiste i contribuenti
Tasi, rischio collasso per i Caf. L’incertezza regna sovrana e la tassa sui servizi indivisibili si preannuncia sempre di più come l’ennesima batosta per i cittadini.
Tra i Comuni che hanno già deliberato le aliquote – molto pochi a dire il vero – amministrazioni aggrappate alla recente proroga a settembre dei termini e sindacati alle prese con utenti all’oscuro di tutto, la Tasi è già pronta a scalare la classifica delle imposte più odiate.

E chi dovrà avere a che fare con i cittadini si preoccupa.
«Il caos è altamente probabile. Sono già molte le problematiche che registriamo tra i contribuenti. Innanzitutto non si sa ancora con precisione quando e quanto si dovrà pagare. E questo è un primo ostacolo, non da poco, al nostro lavoro – spiega Roberta Seveso, la responsabile dei Caf comaschi della Cisl – In queste ore, il nostro personale non può che dare risposte parziali, vista la carenza di novità anche per noi».
Va detto che attualmente, in provincia di Como, sono 21 i Comuni ad aver già deliberato le aliquote Tasi e sono dunque gli unici pronti a far pagare, entro la scadenza originaria del 16 giugno prossimo, l’imposta.
Ma nel resto del territorio e in gran parte d’Italia regna invece l’incertezza. Tanto che pochi giorni fa il governo ha stabilito di far slittare a settembre, nei Comuni in ritardo sulla scelta dell’aliquota, il pagamento della prima rata della Tasi. Tra chi non ha ancora deciso c’è anche il Comune di Como.
«Attualmente, dunque, solo per i 21 Comuni “in regola” possiamo determinare quali saranno gli importi da versare. Inevitabilmente, visti i tempi ristretti per chi dovrà pagare entro il 16 giugno e in considerazione dell’incertezza per tutti gli altri, ci sarà un super lavoro per gli addetti degli uffici. Il rischio concreto è che si possa piombare nel caos qualora non si definissero nel dettaglio le procedure operative e laddove non si potesse prevedere un’ulteriore proroga», spiega sempre Roberta Seveso.
«Anche perché in futuro ci ritroveremo anche con tutti i diversi regolamenti, adottati dai singoli Comuni, da dover analizzare per determinare le cifre. Tenendo in considerazione anche eventuali eccezioni», conclude la responsabile dei Caf comaschi della Cisl.
La realtà si sta dunque ingarbugliando velocemente. E proprio per questo motivo, i Caf di Cisl, Cgil, Uil e Acli hanno deciso di fare fronte comune per sviscerare tutti i problemi esistenti e quelli che invece si concretizzeranno a breve. E per questo motivo, il prossimo mercoledì alle 11 – presso la sede Cisl – è stata organizzata una conferenza congiunta dove verranno spiegati i problemi e presentate le possibili soluzioni per far fronte all’inevitabile caos Tasi. «In quell’occasione verrà illustrato anche un documento congiunto che si sta preparando», spiega sempre Roberta Seveso. Intanto tra le persone in coda agli sportelli – nonostante la Tasi non sia ancora vissuta come l’ennesimo balzello da pagare entro breve – inizia a serpeggiare il malumore.
«Diteci quanto e dove andare a pagare che, come sempre, faremo la nostra consueta coda per versare l’ennesimo obolo», dice rassegnato un signore al Caf Cisl ieri mattina.
«Il presidente Renzi ci regala 80 euro? Bene sappiamo già come investirli ammesso che siano sufficienti». Ma regna anche molta ignoranza e confusione. In tanti sanno infatti poco o nulla di questa nuova tassa.
«Sinceramente non ho idea di cosa sia. Immagino però la si debba pagare. Il nostro Comune non ci ha ancora fatto sapere niente. Attendiamo almeno una comunicazione. Qualcosa di ufficiale insomma che ci informi, quando verranno deliberate le aliquote», aggiunge un ultimo cittadino in coda.
In provincia di Como, come detto, sono 21 i Comuni “in regola”. Ecco l’elenco: Appiano Gentile, Bene Lario, Brunate, Cabiate, Caglio, Carimate, Casnate con Bernate, Castelmarte, Castiglione d’Intelvi, Cerano d’Intelvi, Cucciago, Erba, Fino Mornasco, Laino, Locate Varesino, Montorfano, Ponna, Rovello Porro, San Fermo della Battaglia, Schignano e Veniano. E se dunque la Tasi rimane ancora un oggetto misterioso per gli utenti, è invece ormai lampante a chi lavora nei Caf e nei sindacati che la tassa sui servizi indivisibili – che è una delle tre parti in cui è divisa la cosiddetta Iuc (l’Imposta unica comunale), mentre le altre due sono la Tari (la tassa sui rifiuti) e l’eventuale Imu (su immobili diversi dalla prima casa di proprietà) – rappresenterà un ulteriore fonte di complicazioni.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
comaschi in coda lo scorso dicembre in Comune a Como per il pagamento dell’Imu (foto Fkd)
22 maggio 2014

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