Cassa integrazione ancora male il Lario, anche se meglio del 2015

© | . .I dati sulla cassa integrazione del mese di agosto nelle province di Como e Lecco confermano una ripresa economica debole e che stenta a decollare, lo rivela la Uil del Lario Como-Lecco nel consueto rapporto mensile. È sempre alto il numero di lavoratori in cassa integrazione straordinaria nei primi 8 mesi di quest’anno nelle province di Como e Lecco e a rischio di perdita del posto di lavoro:

Como 3.017 lavoratori in cassa straordinaria nei primi 8 mesi 2016;
Lecco 1.211 lavoratori in cassa straordinaria nei primi 8 mesi 2016;
Lombardia 36.078 lavoratori in cassa straordinaria nei primi 8 mesi 2016;
Italia 208.020 lavoratori in cassa straordinaria nei primi 8 mesi 2016;

È comunque in frenata la richiesta di ore di cassa integrazione straordinaria nei primi 8 mesi 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso:

Como -9,5% cassa integrazione straordinaria;
Lecco -57,3% cassa integrazione straordinaria;
Lombardia -14,3% cassa integrazione straordinaria;
Italia +6,1% cassa integrazione straordinaria;

Si conferma, l’esplosione della richiesta delle ore di cassa integrazione in deroga nei primi 8 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015:

Como +18,8%
Lecco +8,9%
Lombardia +7,3%
Italia -31,4%

Il settore maggiormente in difficoltà e quello dell’artigianato che in questo inizio anno ha visto incrementare la richiesta della cassa integrazione in tutto il paese rispetto ai primi 8 mesi dell’anno 2015 :

Como + 78,7%
Lecco + 21,9%
Lombardia + 30,8%
Italia + 1,6%

“Questi ultimi dati – spiega Salvatore Monteduro, segretario generale Cst Uil del Lario – confermano ancora una volta che sono le piccole aziende a subire le ripercussioni della crisi. Questi dati, associati a quelli Inps relativi all’Osservatorio sul Precariato, periodo Gennaio-Luglio 2016, dove si rileva un calo delle assunzioni in Lombardia nel settore del Privato del 10,7% nel complesso e del -28,8% per le assunzioni a tempo indeterminato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, rivelano una situazione per l’anno 2016 di forte preoccupazione per il mercato del lavoro. Gli incentivi legati alle assunzioni a tempo indeterminato, limitati per quantità e per durata nell’anno 2016 hanno finito i loro effetti benefici, e se non si procede in politiche economiche di sostegno ai consumi interni, attraverso un sostanziale taglio delle tasse che gravano sui lavoratori e pensionati (Irpef), nel rinnovo dei contratti pubblici ed investimenti di opere infrastrutturali pubbliche per rilanciare i cantieri, difficilmente si potrà determinare una crescita strutturale e rilevante”.

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