Cassa integrazione, assegni in ritardo. Lavoratori senza reddito da mesi

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Gli ammortizzatori sociali
In alcuni casi, gli ultimi bonifici dell’Inps risalgono a giugno

(a.bam.) Cassa integrazione senza integrazione. Centinaia di comaschi aspettano dall’Inps il trattamento economico riservato ai dipendenti delle aziende che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, ma i pagamenti sono in netto ritardo. In alcuni casi gli ultimi bonifici da parte dell’istituto nazionale di previdenza risalgono allo scorso mese di giugno.
In altre parole, se un dipendente è in cassa integrazione e lavora soltanto per alcune ore al giorno, l’Inps interviene reintegrando

parte del salario perso. Nei casi di uso massiccio di questo ammortizzatore sociale, il reintegro erogato dall’istituto di previdenza diventa però una fetta consistente e indispensabile del reddito del lavoratore. Un contributo che spesso diventa fondamentale per poter far quadrare il bilancio familiare, per esempio se ogni mese il dipendente deve far fronte alla rata del mutuo.
Nessuno ha dubbi sul fatto che questi soldi prima o poi arriveranno, ma i continui ritardi stanno mettendo in difficoltà molte famiglie anche in riva al Lario.
«Il problema purtroppo è noto, ci sono persone che sono praticamente senza reddito da mesi – commenta Gloria Paolini, componente della segreteria territoriale della Cisl dei Laghi, sindacato nato nel marzo scorso dalla fusione della Cisl di Como con quella di Varese – I ritardi si concentrano sui trattamenti di cassa integrazione in deroga. Nelle casse ordinarie, provvedimenti che servono a tamponare un momento di difficoltà temporanea delle imprese, spesso sono le stesse aziende ad anticipare il trattamento ai dipendenti. Questo ovviamente non può avvenire per la cassa integrazione straordinaria, che scatta a fronte di imprese che devono affrontare difficoltà strutturali, nè per quella in deroga, provvedimento che interessa le piccole aziende».
La colpa dei ritardi, spiega la sindacalista della Cisl dei Laghi, non è dell’Inps, ma è imputabile ai meccanismi di erogazione dei fondi. Nella cassa in deroga, infatti, l’istituto nazionale di previdenza paga solamente quando riceve i soldi dalla Regione, cui è demandato il finanziamento di questo tipo di ammortizzatore sociale. A sua volta, però, la Regione deve attendere i soldi erogati a tal fine dallo Stato.
«Ci sono molti passaggi intermedi – sottolinea Gloria Paolini – e basta che uno di questi passi avvenga in ritardo per generare un effetto domino. Stiamo perfezionando a livello regionale un accordo che serve a offrire garanzie alle banche, in modo tale che queste ultime possano anticipare con meno rischi il trattamento di cassa integrazione».

Nella foto:
Centinaia di comaschi aspettano dall’Inps il trattamento economico riservato ai dipendenti in cassa integrazione

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