Cassa integrazione in calo nel Comasco, ma nel tessile è in forte aumento

Industria tessile comasca

Cassa integrazione in calo all’inizio di quest’anno con l’eccezione del tessile, settore in cui le ore di Cig ordinaria hanno invece subìto un’impennata rispetto al 2017. Secondo i dati diffusi oggi dalla Uil, a gennaio di quest’anno le ore complessive di cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) richieste dalle imprese comasche sono state 155mila contro le 386mila di gennaio 2017, con una flessione del 59,8%.  Nel Lecchese la diminuzione è stata del 41,6%.  In flessione anche il numero di lavoratori in cassa integrazione: in provincia di Como un anno fa erano 2.275, ora sono 915, con un calo di 1.360 unità.

Su entrambe le rive del Lario la diminuzione della cassa integrazione è dovuta soprattutto alla riduzione di quella straordinaria, che nel Lecchese si è azzerata mentre nel Comasco è calata del 99,9%, passando da 285mila a 356 ore.

Per quanto riguarda la Cig ordinaria, Lecco e Como hanno seguito due dinamiche differenti. Nel Lecchese è diminuita, seppur di poco, tra gennaio 2017 e lo stesso mese di quest’anno (-1,8%), invece nel Comasco ha registrato un forte incremento, salendo da 30mila a 155mila ore (+406%).

“A condizionare ancora una volta l’aumento della richiesta di cassa integrazione ordinaria a gennaio 2018 in provincia di Como sono state soprattutto le aziende del distretto tessile – afferma Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario – In questo settore le ore di cassa integrazione ordinaria a gennaio 2018 sono state 87.563 ore, mentre a gennaio 2017 erano a quota zero. L’inizio di quest’anno si conferma in chiaroscuro per le imprese e i lavoratori del settore tessile comasco, con 515 dipendenti in cassa integrazione. Nel Lecchese, invece, il distretto metalmeccanico, uno dei settori economici più rilevanti del tessuto produttivo territoriale, si conferma in ripresa, tanto è vero che la richiesta di ore di Cig ordinaria a gennaio 2018 è diminuita del 73,1% rispetto a un anno prima e i lavoratori in cassa integrazione in tale settore sono 33”.

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