Cassa integrazione straordinaria alla Fiorete di Fino

La crisi – L’azienda sta provando a riposizionarsi in un settore di mercato di fascia altissima che possa garantire maggiore continuità di ordini
L’ammortizzatore coinvolgerà 187 dipendenti su 190 dopo due anni di contratto di solidarietà
Cassa integrazione straordinaria per crisi, alla Fiorete di Fino Mornasco, per 187 dei 190 dipendenti (tre sono dirigenti). E 40 posti di lavoro a rischio. La procedura di richiesta di cassa è stata definita ieri, a Milano, nella sede regionale del ministero del Lavoro. Dopo due anni di contratti di solidarietà, l’azienda ha chiesto un nuovo ammortizzatore sociale per tutti i dipendenti; la cassa integrazione, come spesso accade in casi simili, verrà però utilizzata a rotazione, a seconda quindi
delle esigenze produttive.
«Per due anni è stato utilizzato il contratto di solidarietà, uno strumento flessibile che consentiva di modulare la capacità produttiva. Purtroppo – spiega Francesco Di Salvo, segretario della Cgil Tessile di Como – il 2012 è partito in modo molto complicato. Ed era necessario pensare a uno strumento che consentisse all’azienda di gestire un anno che si prospetta difficile».
Fiorete, spiega il sindacalista della Cgil, sta pensando anche a un riposizionamento sulla fascia altissima del mercato. «La scelta della cassa integrazione straordinaria – continua Di Salvo – lascia intendere, chiaramente, il fatto che il 2012 potrebbe essere un anno di scelte. Scelte di mercato: nelle fasce di altissimo livello sembra esserci una maggiore stabilità dal punto di vista dei volumi».
Un’area di mercato magari più ristretta, ma in grado forse di garantire continuità negli ordini. È questo, d’altronde, che cercano oggi le aziende. Un flusso minimamente costante di commesse, “lusso” che hanno ormai perso da oltre due anni.
Sulle aziende, però, pesa anche la stretta del credito. Di Salvo lo dice senza mezzi termini. «Fiorete sta giocando una partita difficile, nella quale azienda e lavoratori hanno profuso un grande impegno. Stanno davvero facendo di tutto per superare le difficoltà. In queste situazioni, però, il mondo del credito spesso non aiuta. Le banche stanno tirando i remi in barca, e questo mette in difficoltà aziende con buone potenzialità». Infine, gli esuberi. «Se l’azienda dovesse stabilizzarsi sulla fascia altissima di mercato, i dipendenti potrebbero passare da 190 a 150. È uno scenario – conclude il segretario della Filtea Cgil di Como – Nell’accordo sono stati “segnalati possibili esuberi”». Quindi, per ora, nessun licenziamento.

Andrea Bambace

Nella foto:
Lo stabilimento di Fino Mornasco della Fiorete, nota ditta tessile del territorio

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