Prelevava abiti di ogni tipo, destinati dai cittadini a fini solidali e umanitari, da due cassonetti che erano stati piazzati senza tuttavia avere le dovute autorizzazioni. Indumenti che poi caricava su un furgone e che stoccava in due armadi metallici che teneva in un garage di Limbiate. Il tutto in attesa di spedire la merce in Senegal per essere rivenduta.
La polizia locale di Cantù, da mesi lavorava al caso. Da quando cioè erano giunte segnalazioni di cittadini su uno strano giro di recupero di indumenti che ruotava attorno in particolar modo ad un cassonetto in via Milano a Cantù. Oggi gli agenti sono passati al contrattacco, fermando un sospettato mentre era intento a recuperare abiti per caricarli sul suo furgone.
Si tratta di un italiano 40enne di origini senegalesi, residente appunto a Limbiate dove aveva il garage in cui stoccava la merce. Il furgone bianco che stava utilizzando per il trasporto è stato posto sotto sequestro come pure i due armadi. L’uomo invece è stato denunciato alla procura della repubblica con l’ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti non pericolosi.
L’uomo fermato e denunciato avrebbe detto di prelevare gli indumenti da due cassonetti, da quello monitorato di via Milano e da un secondo posto in via Fossano, sempre a Cantù.
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