Castagnate a rischio sul Lario. Alberi invasi da un parassita

La minaccia viene dal Giappone. Frutti notevolmente ridotti
Sbarcato (clandestinamente) dal Giappone, un minuscolo insetto incombe sull’autunno dei comaschi e rischia di privarli del frutto di stagione per antonomasia, la castagna.
Il piccolo e indesiderato parassita ha contagiato ormai la quasi totalità degli alberi del Lario.
«La produzione di frutti quest’anno sarà drasticamente ridotta e non possiamo fare nulla per evitarlo», ammette il direttore del Parco della Spina Verde Franco Binaghi.
Il parassita killer si chiama Cinipide

del castagno e, fino a qualche anno fa, era diffuso esclusivamente all’interno di Cina e Giappone.
«Tramite i trasporti internazionali, non si sa abbinato a quali merci, l’insetto è arrivato dal Giappone in Italia – spiega Binaghi – Inizialmente era comparso nella zona di Cuneo, poi erano stati individuati alcuni alberi malati anche nel Comasco, ma non sembrava una situazione allarmante. Purtroppo negli ultimi mesi, complici anche le anomalie del clima, la situazione è precipitata».
Il Cinipide infetta il castagno e inocula le uova nei tessuti della pianta. «Per difendersi, l’albero fa le cosiddette galle, rigonfiamenti ben visibili sul tessuto vegetale – spiega Binaghi – L’ospite indesiderato non riesce a uccidere la pianta, ma la indebolisce notevolmente e questo si traduce in una drastica riduzione dei frutti. Le poche castagne sono spesso anche “bacate”».
Impossibile correre ai ripari. «Purtroppo ormai la presenza si è estesa a tutta la provincia, con uno sviluppo notevole e inaspettato – ammette l’esperto lariano – È inutile parlare di trattamenti perché l’insetto è troppo diffuso. L’unica cosa che possiamo fare è lasciare che la natura segua il suo corso. Davanti a una presenza anomala, infatti, la storia ci insegna che un ecosistema di solito reagisce. Dovremo attendere qualche anno, ma possiamo essere certi che la natura stessa ci metterà una pezza. Lo scorso anno, in via sperimentale era stata tentata la liberazione di un insetto che dovrebbe colpire la Cinipide, ma ora è impossibile capire quale possa essere lo sviluppo del parassita».
L’attuale stagione autunnale (e non solo questa) è ormai compromessa. «È un dato oggettivo: la produzione, per quest’anno, è drasticamente ridotta e molto probabilmente la situazione si protrarrà per qualche anno – conferma Binaghi – È difficile fare una stima del danno, però gli amanti delle castagne non avranno vita facile e magari assisteremo a un aumento dei prezzi di questo frutto, vista la ridotta disponibilità».
Agli irriducibili delle castagnate non resta che giocare d’anticipo. «Le castagne saranno poche, ma quelle che ci sono saranno buone – rassicura Binaghi – Il parassita non incide sulla qualità dei frutti».

Anna Campaniello

Nella foto:
Un  esemplare del Cinipide del castagno, il parassita killer che depone le sue uova nei tessuti della pianta. Per difendersi l’albero fa le cosiddette galle, rigonfiamenti ben visibili sul tessuto vegetale e riduce i frutti

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