Cronaca

Castiglioni: «Sul nuovo lungolago c’è un “muretto”»

altL’architetto che firma il recupero del San Gottardo polemico sul progetto Lucini-Maroni

(l.m.) I nuovi rendering del lungolago di Como – opera dal costo di 6,5 milioni da finire entro due anni – sono stati presentati di recente al Politecnico dal governatore lombardo Roberto Maroni, dal suo assessore all’Urbanistica Viviana Beccalossi e dal sindaco Mario Lucini. Non convincono un progettista di lungo corso come l’architetto Francesco Castiglioni. Per il quale lo studio di fattibilità della futura passeggiata «merita di essere discusso pubblicamente».
«I problemi del

lungolago – spiega – non si risolvono con orpelli decorativi come quelli che ho visto nei rendering e che non mi sembrano all’altezza della cultura paesaggistica che il Lario può e deve esprimere. Penso ai filari di glicine e all’idea di posizionare una delle vecchie gru usate per il carico e scarico merci. Mi sembrano soluzioni ingenue e di modesto impatto, ma attendiamo ancora di vedere nel concreto le soluzioni tecniche. Auspico pertanto quanto prima un dibattito pubblico».
Castiglioni ha a cuore la realtà del lungolago di Como. È infatti artefice del progetto di riqualificazione e restauro dell’ex albergo San Gottardo, una “Ticosa” immobiliare nel salotto buono di Como, presentato dalla società immobiliare Beatrice D’Este e da lui appunto curato. Una questione che si trascina da anni.
All’architetto Francesco Castiglioni non va giù nel progetto del nuovo lungolago presentato da Regione e Comune al Politecnico anche un’altra cosa che ha notato, cioè «un “muretto”, così viene definito in termini intenzionalmente riduttivi, che si dovrebbe elevare al di sopra del piano calpestio dell’ area pedonale». E qui lancia l’allarme: «Non vorrei che tornassimo a lavoro finito ad avere a che fare con una sorta di “muro bis” dopo la tanta fatica spesa dai comaschi per abbatterlo. Per non dire di quei due sopralzi chiamati “palchetti” che dovrebbero riprodurre la conformazione originaria del bacino del porto prima del riempimento della piazza con l’attuale pavimentazione. Questo progetto sembra dimenticare che nel corso della seconda metà del secolo scorso si sono avvicendate proposte di soluzioni autorevoli in merito: penso a quelle di Bruno Munari e di Eli Riva, che avevano dedicato alle sorti della piazza ben altre fatiche e ben altri risultati. Per non dire della proposta del pittore astrattista lariano Aldo Galli, con cui avevamo a suo tempo dibattuto l’installazione sul terminale della diga foranea del monumento alla Resistenza, poi stato collocato nei giardini a lago».
«Insomma – conclude il progettista lariano – con tutto l’impegno che è stato speso nel ricercare professionisti tecnicamente garantiti per risolvere l’annosa questione del lungolago, mi sembrava che forse qualche considerazione critica sul risultato dovesse essere spesa».

Nella foto:
Uno dei rendering presentati al Politecnico: la pista ciclabile del nuovo lungolago
29 Giu 2013

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