Castiglioni: omaggio lariano

 

altMaestri del Novecento – Due creativi comaschi vincono il premio per il logo della fondazione intitolata al grande architetto
La Fondazione Achille Castiglioni di Milano, intitolata uno dei nostri maggiori designer, scomparso nel 2002, avrà tra pochi giorni un logo tutto comasco. Venerdì prossimo infatti sarà svelato alla stampa il marchio della prestigiosa collezione meneghina che coltiva e perpetua la memoria del grande architetto milanese. Vincitori del concorso per il logo lanciato dalla Fondazione sono Davide Soldarini e Mattia Castiglioni (ironia della sorte, stesso cognome del maestro ma senza parentela alcuna)

. I due grafici hanno hanno aperto uno studio a Como che si chiama Casostudio in via Statale per Lecco 1 (il sito è www.casostudio.it).
Il loro logo è stato selezionato tra più di 1.300 lavori di creativi tra i 18 e i 35 anni da una qualificata giuria costituita da Italo Lupi (presidente) e da Silvana Annicchiarico, Pierluigi Cerri e Ornella Noorda per la sua originale interpretazione della poetica di Achille Castiglioni. «Il progetto dei due lariani infatti non si configura come un semplice logotipo, ma attraverso il disegno e l’aggregazione dei suoi caratteri, presenta la possibilità di destrutturare la regolarità della trama in forma di bricolage. Nelle applicazioni è soprattutto evidente l’utilizzo dinamico per parti del disegno generale, suggerendo il suo facile utilizzo anche su programmi web», dice Italo Lupi.
Una ideale continuità lega il Lario e Castiglioni nel segno di un “Made in Italy” che ha fatto storia. Il sedile di un trattore color rosso, tipico fin dal primo ’900, e una balestra dello stesso mezzo agricolo, simbolo di antica sapienza contadina. Più un perno di fissaggio per ruote di bicicletta e una traversa di legno. E il gioco è fatto, il “ready-made” è servito, alla maniera di Marcel Duchamp (spostando cioè l’angolo di visuale dal quale l’oggetto è ordinariamente percepito). Pronto a fare bella mostra nel salotto di molte case. Nacque con tale formula, nel 1954, “Mezzadro”, lo sgabello di Achille Castiglioni. “Mezzadro” – che è tuttora in produzione ed è entrato nella collezione del Museum of Modern Art di New York – esordì sì nel 1954, nella sua primitiva versione, alla Triennale di Milano. Ma debuttò di fatto in società in riva al lago di Como, insieme con un altro celebre pezzo di design creato riutilizzando e dando un significato nuovo a un oggetto esistente senza tradirne l’essenza culturale, “Sella”, sgabello equilibrista con una sola gamba. L’esordio vero e proprio del prodotto della matita inesauribile di Castiglioni avvenne a Villa Olmo, in una mostra, Colori e Forme nella Casa d’Oggi, che ha fatto epoca e ha segnato idealmente, insieme ad altri eventi dello stesso periodo, il destino della struttura neoclassica disegnata da Simone Cantoni quale sede di appuntamenti d’arte di grande richiamo. L’allestimento della mostra di arredamento in cui esordì “Mezzadro”, che divenne ben presto un’icona del design del secondo Novecento, fu talmente famoso da essere poi ripreso quale esempio tipico dell’ingegno di Castiglioni e più in generale di tutta l’evoluzione del moderno design, indicando percorsi nuovi che gli stessi creativi di oggi sfruttano a man bassa. Nel 1998 gli ambienti domestici che avevano lasciato il segno a Villa Olmo hanno volato fino a Tokyo, dove il comitato organizzatore del Salone del Mobile di Milano ha celebrato con una mostra Castiglioni e i suoi allestimenti storici.
Lo spirito di Castiglioni aleggia tuttora, nel cuore di una Milano che tanto ha dato, dagli anni ’50 agli anni ’70, al design internazionale, al numero 27 di piazza Castello, pianterreno di un palazzo ottocentesco dove è attivo – grazie alla Fondazione – lo Studio Museo dell’architetto e designer nato nel 1918. Un luogo in cui per oltre 60 anni, il maestro ha dato ascolto al proprio genio ideando insieme con il “Mezzadro” lariano arredi, poltrone e altri oggetti di disegno industriale (basti pensare alle celebri radio Brionvega) insieme ai fratelli Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968). Nel museo sono conservati gelosamente disegni, prototipi, foto e appunti. Per informazioni, telefono 02.80.53.606, visite su prenotazione da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dal 21 febbraio anche al giovedì dalle 18.30 alle 21. Costo 10 euro.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
A lato, lo sgabello di Achille Castiglioni “Mezzadro”, lanciato sul mercato nel 1954 e tuttora in produzione. Esordì a Villa Olmo, in una mostra, Colori e Forme nella Casa d’Oggi, che ha fatto epoca. Nella foto piccola, un ritratto del designer milanese

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