Cavadini si difende: «La città non è addormentata»

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Il dibattito sul turismo
L’assessore: «La nostra realtà non può essere in alcun modo accusata di immobilismo»

L’immagine di una città “addormentata”, in attesa del bacio del principe azzurro, non piace a Luigi Cavadini, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Como.
«La nostra realtà non può essere in alcun modo accusata di immobilismo cultural-turistico. O, almeno, non in quest’ultimo periodo. E sicuramente lo sarà sempre di meno in futuro», dice l’assessore.
«La nostra città è viva. E già da tempo sta mostrando il suo lato migliore, fatto di eventi di richiamo. Appuntamenti

in grado di attirare le persone e accendere Como», spiega sempre Cavadini.
Il discorso è tornato d’attualità dopo il successo di pochi giorni fa ottenuto dallo spettacolo dei “Carmina Burana” nella rinata Arena del Teatro Sociale. Una serata magica che ha evidenziato, ancora una volta, le infinite potenzialità del capoluogo. Una città con le carte in regola per far diventare la cultura e il turismo potenti motori di sviluppo. Le possibilità sono tutte li, a portata di mano. Ma non sempre però, è questa l’impressione, si riesce a coglierle.
«Forse questa era una tendenza del passato. Non è più così, ora. E anche per l’estate abbiamo già da tempo un cartellone di sicuro richiamo – spiega Cavadini – Il lavoro non è semplice. Le risorse sono limitate, ma lo sforzo e l’impegno profusi per allestire un calendario degno di una città turistica sono totali».
Davanti al pienone fatto registrare dai “Carmina Burana” e dalla risposta entusiasta della città, viene da domandarsi quale dovrebbe essere la strada migliore da seguire per invogliare i turisti e, naturalmente, i comaschi.
«La tendenza, per ovvi motivi di budget ma non solo, è quella di organizzare un numero molto elevato di appuntamenti così da assicurare sempre, soprattutto nel periodo caldo dell’estate, la presenza di un evento di richiamo. E, se possibile, inserire alcuni spettacoli di forte impatto», dice Cavadini.
Un’altra strada potrebbe essere quella di allestire kermesse comuni con altri paesi.
«Ci abbiamo provato anche quest’anno – dice Cavadini – Abbiamo preso contatti con centri come Cernobbio o Tremezzo per studiare festival che, uniti da un filo comune, invogliassero le persone a spostarsi tra i diversi paesi. Purtroppo, la difficoltà nell’individuare date che accontentassero tutti ha fatto naufragare il progetto. Ci riproveremo».
A margine di questa riflessione non si può, ovviamente, non parlare della mostra “La città nuova. Oltre Sant’Elia”, a Villa Olmo e in Pinacoteca, che chiuderà il 14 luglio. I risultati del botteghino non sono lusinghieri. I tagliandi strappati non hanno ancora raggiunto quota 15mila. Nel 2012, la kermesse “La dinastia Brueghel” a Villa Olmo aveva chiuso a quota 92mila.
«Non faccio previsioni. Trarremo le dovute considerazioni alla fine», commenta secco l’assessore.

Nella foto:
L’assessore alla Cultura e al Turismo di Como, Luigi Cavadini (fotoservizio Fkd)

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