CAVOLFIORI, PATATE E COCOMERI

di MARIO RAPISARDA

EPPURE I DUBBI RIMANGONO
Non è successo niente. Il terreno dove è stato costruito il nuovo ospedale è purissimo. Ci potremmo coltivare cavolfiori, patate, zucchine e financo cocomeri. Con una rapidità rara, anzi rarissima alle nostre latitudini, specialmente quando si parla di pratiche pubbliche, ieri sono già stati resi noti i risultati delle analisi dei campioni prelevati dai tecnici. In meno di una settimana, contro le tre pronosticate, è arrivato il responso netto, senza se e senza ma.
In un comunicato dell’azienda
Sant’Anna, si annuncia che il direttore generale Andrea Mentasti manifesta «grande soddisfazione» dal momento che dall’Arpa «non è stata rilevata presenza d’amianto», «l’Asl non evidenzia pericoli per la salute pubblica» e, dunque, «vengono confermati i tempi per il programma di trasferimento», che inizierà fra poco più di un mese.
Dopo settimane di timori e allarmi (più che giustificati), tutto, a quanto pare, si sgonfia. Ci dicono che era una grande, enorme bufala. Non abbiamo, ovviamente, alcun dubbio sulla bontà e la precisione delle analisi dei tecnici che si sono occupati di verificare la composizione dei campioni di terreno “incriminato”.
Nonostante ciò, ci rimane un dubbio atroce, che vorremmo venisse fugato al più presto da quelle che sono definite le “autorità preposte”.
L’inchiesta, tuttora aperta, e la decisione di effettuare i carotaggi sul terreno, sono partite dalle parole di numerosi autisti. I quali hanno dichiarato che parte dello scavo nella località dei Tre Camini è stata riempita con schifezze nocive alla salute.
Ora, in fretta e furia, ci vien detto che tutto, sotto le fondamenta del Sant’Anna, è assolutamente regolare. Ma ad assicurarlo ai comaschi, in modo oggettivamente irrituale, non è la Procura, bensì lo stesso Sant’Anna, parte direttamente interessata, per bocca del suo direttore (persona notoriamente schiva e non troppo loquace), con una stringata ma inequivocabile nota scritta, in cui si citano Arpa e Asl ma non si parla minimamente dell’opinione, in merito, della magistratura. Ci permettiamo sommessamente, e con grande rispetto per il lavoro delle istituzioni sanitarie, di porre un paio di quesiti, solo e unicamente per la serenità dei cittadini che laggiù andranno a curarsi ogni giorno, nonchè dei medici, degli infermieri e di tutti coloro che lì lavoreranno.
Prima domanda: ma quale interesse potevano avere, tutti quegli autisti, nel raccontare di aver scaricato nel cantiere dell’ospedale camionate di amianto e bentonite?
Perché mai avrebbero dovuto raccontare balle spaziali di tale portata?
Seconda domanda, che deriva dalla prima: abbiamo la matematica certezza, viste le dichiarazioni di chi lì le schifezze le avrebbe materialmente portate, che sono stati effettuati tutti i carotaggi possibili e immaginabili sull’area? Siamo sicuri che, per una innocente svista, durante i prelievi non sia stato tralasciato un qualche punto potenzialmente a rischio?
Questi, al di là degli annunci di Mentasti, sono elementi essenziali su cui tranquillizzare la popolazione lariana. Il rispetto delle istituzioni è una cosa, pensare che si debba “bere” tutto ciò che viene annunciato, senza ottenere spiegazioni dettagliate, è ben altro. Attendiamo fiduciosi, con una certezza: non spetta al direttore del Sant’Anna, con un comunicato di quattro righe, mettere la parola fine alla vicenda. Preferiamo attendere il pronunciamento della Procura, che ha aperto una delicatissima indagine. Fino ad allora, i dubbi ci rimarranno.
mrapisarda@corrierecomo.it

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