Cronaca

Centauro morto, perde consistenza la pista del pirata

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La tragedia sulla Napoleona – Il vicecomandante della polizia locale: «Chiunque abbia visto qualcosa si faccia avanti»
Dalle immagini all’esame della Procura non emergerebbero urti con altri veicoli

La telecamera che Mirko aveva montato sulla moto ha ripreso i drammatici istanti dell’incidente sulla Napoleona costato la vita al 25enne milanese. Il momento della caduta fatale è rimasto impresso sulla scheda dell’apparecchio. Le immagini sono nelle mani della Procura, che le sta analizzando per chiarire che cosa sia davvero accaduto venerdì scorso. Dalle prime informazioni, sembra perdere consistenza l’ipotesi dell’urto con una macchina che si sarebbe poi allontanata senza prestare soccorso. Il centauro, insomma, avrebbe perso il controllo della due ruote, ma non a causa dell’impatto con un altro veicolo.
Le indagini sono ancora in corso e al

momento non c’è alcuna certezza. Senza dubbio, però, sia al comando della polizia locale sia in Procura, è già stata fatta una prima analisi delle immagini che potrebbero fare chiarezza sullo schianto costato la vita a Mirko Minervini, 25enne dipendente di Trenord, che venerdì scorso stava facendo un giro con la sua Honda Cbr sulle strade di Como. Il ragazzo era in compagnia di un amico, che viaggiava però su un altro mezzo e non ha assistito alla caduta.
La testimonianza di un automobilista di passaggio aveva portato a ipotizzare l’urto tra la moto di Mirko e lo specchietto di una vettura in transito, una macchina che aveva però proseguito il viaggio senza fermarsi a prestare soccorso. Immediatamente sono scattate le ricerche del presunto pirata. L’auto ricercata, sempre in base alle testimonianze, dovrebbe essere con ogni probabilità una Opel grigia.
Le immagini riprese direttamente dalla moto di Mirko, tuttavia, non mostrerebbero alcun impatto. Dalle prime analisi dei filmati, sembra che il 25enne abbia perso il controllo del mezzo, senza però che, in precedenza, ci sia stato alcun tipo di urto o scontro con un altro mezzo. Gli accertamenti sono ancora in corso, ma questa pista sembra essere ormai quella più accreditata dagli inquirenti.
Ulteriori conferme potrebbero arrivare anche dall’autopsia, effettuata ieri all’ospedale Sant’Anna dall’anatomopatologo Giovanni Scola, incaricato dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Simona De Salvo. L’esame autoptico è indispensabile per accertare la causa della morte e verificare se ci possano essere eventuali lesioni compatibili con l’impatto con un altro veicolo. Tra le ipotesi formulate inizialmente, infatti, non era stato escluso che il motociclista, dopo la caduta, fosse anche stato investito.
Mentre proseguono gli accertamenti sulle immagini e in attesa dei risultati dell’autopsia, gli agenti della polizia locale lanciano un appello a chiunque abbia informazioni utili a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, avvenuto attorno alle 16 di venerdì scorso. «Non ci sembra possibile che un solo conducente abbia visto l’incidente o parte di esso – dice Vincenzo Aiello, vicecomandante della polizia locale – Chiediamo a chiunque abbia visto qualcosa di farsi avanti, di presentarsi al comando o di telefonare per riferirci quanto visto. Anche particolari apparentemente insignificanti potrebbero essere determinanti per ricostruire esattamente l’accaduto. È importante la collaborazione di tutti».
Nei giorni scorsi, dopo l’incidente, gli agenti della polizia locale hanno ascoltato la testimonianza dell’unico automobilista che si era fermato sul luogo dell’incidente, oltre che dell’amico di Mirko. Quest’ultimo, però, precedeva il 25enne, seppure di poco, e non ha dunque visto il momento della caduta. Gli inquirenti stanno analizzando anche le immagini riprese dalle telecamere di controllo del traffico di piazza San Rocco e di piazza Camerlata. L’obiettivo è identificare eventuali automobili superate o incrociate da Mirko negli istanti precedenti la caduta per poter poi contattare i conducenti e avere la loro testimonianza.

Anna Campaniello

Nella foto:
Mirko Minervini, 25enne milanese, era un dipendente di Trenord
5 Nov 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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