Cento metri di asfalto e mezza città nel caos per un piccolo cantiere

Tutti in coda Nodo di Camerlata paralizzato ieri mattina fino a mezzogiorno
Daniela Gerosa: «C’è stato un difetto di comunicazione»
Partiamo dalle cose certe. Quei lavori sono stati chiesti espressamente da Palazzo Cernezzi a Pedemontana. Il motivo? Il tratto di via Canturina tra la concessionaria Opel e il viadotto dei Lavatoi è considerata “area di cantiere”. Così il Comune ha richiesto che venisse sistemato l’asfalto ammalorato. Certo non è che 100 metri più a Sud o a Nord le condizioni delle strade di Como siano migliori, ma lì prima o poi si sarebbe dovuti intervenire. E non con soldi di Palazzo Cernezzi, per giunta.
Il risultato? Un cantiere aperto ieri mattina, poco dopo le 8, sul nodo viabilistico più critico della città. Code in direzione Como da Senna Comasco a Camerlata. Code sulla Napoleona all’altezza del vecchio Sant’Anna. Code in via per Muggiò. Code sulla via Madruzza e code sulla via Oltrecolle. Il caos, insomma.
Qualcosa di già visto, è vero. Ad esempio la scorsa estate, quando per lavori venne chiuso il viadotto dei Lavatoi. Però il cantiere fu annunciato con tempestività. O quando la bretellina non c’era e si doveva asfaltare questa o quella strada d’accesso al nodo di Camerlata.
Ma ieri mattina il cantiere e il senso unico alternato nei pressi del ponte sulla ferrovia sono stati un’autentica sorpresa per tutti.
L’assessore alla Viabilità, Daniela Gerosa, a margine dell’incontro con il presidente Roberto Maroni ha parlato di un «difetto di comunicazione» e di un’informativa arrivata agli uffici di Palazzo Cernezzi solo martedì sera. «Avrebbero dovuto asfaltare domenica – ha aggiunto la Gerosa – Poi, viste le previsioni meteo non favorevoli per domenica, hanno deciso di anticipare. Noi confidavamo che fosse stato avvisato almeno il comando di polizia locale».
Peccato che invece nessuno si sia occupato di avvisare i vigili neppure a metà mattina. O almeno, così sembra, visto che a mezzogiorno due pattuglie della locale erano ancora ferme sul lungolago per un posto di blocco di routine.
Anche il sindaco di Como, Mario Lucini, ha parlato ieri di difetto di comunicazione, ma pure della necessità che almeno quelle buche venissero coperte. Grandi disagi per un piccolo beneficio, insomma. Difficile da spiegare a chi, ieri mattina, si è trovato nel maxi-ingorgo e spesso si è attaccato al clacson furente per il ritardo accumulato.
L’ingorgo si è formato attorno alle 9 e il traffico si è smaltito solo attorno a mezzogiorno, ossia un’ora dopo la fine delle opere.
Problemi gravi anche per i mezzi pesanti. Mercoledì è già una giornata di grandi partenze per il trasporto su gomma. Figuriamoci un mercoledì che prevede un giorno festivo. La fila di Tir che sperava di attraversare il viadotto per portarsi da Camerlata alla provinciale per Lecco è stata incanalata dalla via Canturina in via Turati, quindi nella strettoia di via Donatori di Sangue. Sul ponticello, quando passa un bisonte della strada, si blocca tutto nella direzione opposta. Tutti in coda, quindi, appassionatamente.
La seconda beffa della giornata è arrivata attorno alle 18.30, ancora in anticipo secondo la tabella di marcia in possesso di Palazzo Cernezzi. Quando si è provveduto a tracciare la segnaletica orizzontale sul nuovo tratto di asfalto. Disagi più lievi di ieri mattina, certo, ma anche questi evitabili.

Paolo Annoni

Nella foto:
Operai al lavoro ieri mattina per asfaltare un breve tratto della via Canturina a Camerlata

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