Centosessanta truffe in città, una guida per non farsi raggirare

L’iniziativa – Le caratteristiche che permettono ai cittadini di smascherare i malviventi sono l’eccesso di cortesia, l’insistenza e la grande urgenza

(a.cam.) Eccesso di cortesia, insistenza, senso di urgenza. Sono tre delle caratteristiche che consentono di smascherare i truffatori che, sempre più spesso, prendono di mira anziani e non solo. In un anno, secondo i dati resi noti ieri a Palazzo Cernezzi, nel capoluogo sono state presentate circa 160 denunce, un numero in continua crescita.
Contro l’odioso reato, Como lancia “Occhio alla truffa”, un progetto dell’Associazione Nazionale Carabinieri che conta sul sostegno del Comune, di

Enerxenia, società del gruppo Acsm-Agam, e dell’associazione a tutela dei consumatori “Codici”.
L’iniziativa è stata presentata ieri a Palazzo Cernezzi. Mercoledì prossimo, 29 gennaio, alle 16 nella Biblioteca comunale del capoluogo, gli esperti incontreranno i cittadini per spiegare come difendersi dai raggiri a domicilio e sulla strada.
«Le truffe sono in continuo aumento – sottolinea Vincenzo Panza, responsabile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Brugherio, provincia di Monza-Brianza, che ha organizzato la campagna di prevenzione – Le vittime sono spesso persone fragili, anziani in particolare, ma non solo. Nessuno può considerarsi al sicuro».
L’Associazione Carabinieri ha tracciato l’identikit del truffatore. «Indipendentemente dai panni che indossa, ha un profilo caratteristico – spiega Panza – Può presentarsi come tecnico di una compagnia telefonica o di una società di erogazione di servizi, nei panni di un amico di famiglia e persino in divisa. In tutti i casi, al di là dell’abito le caratteristiche e le modalità di azione sono le stesse».
Il primo campanello d’allarme è la gentilezza eccessiva. «Parliamo di persone estremamente cortesi, anche troppo – dice il responsabile dell’Associazione Carabinieri – Con vari stratagemmi, il truffatore fa in modo di far parlare la vittima, di confonderla. Gli altri segnali di allarme sono l’estrema insistenza e il senso di urgenza. Questi malviventi hanno la necessità di colpire rapidamente e chiedono dunque di fare qualcosa, che sia firmare un modulo, consegnare soldi o mostrare un oggetto prezioso, immediatamente».
Gioca un ruolo determinante la distrazione. «In tutti i casi, il truffatore deve distrarre la vittima – afferma Panza – Tra i meccanismi più utilizzati compaiono la richiesta di poter controllare una bolletta e quella di verificare eventuali soldi falsi. È bene prestare la massima allerta, alzare la guardia e non acconsentire alle richieste. Un’altra delle situazioni più frequenti è quella del finto amico di famiglia. Spesso, in quest’ultimo caso, il raggiro è attuato da una donna perché desta meno sospetti».
Il Comune di Como ha patrocinato l’iniziativa “Occhio alla Truffa”.
«Contro un reato in continua crescita è necessaria la collaborazione di tutti, a partire dagli stessi cittadini – dice Marcello Iantorno, assessore alla Sicurezza – Nel 2012 a Como sono stati denunciati 2.130 furti, tra i quali 287 con destrezza e 250 in abitazioni, e circa 160 tra truffe e raggiri».

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