Centro sportivo lariano dà speranza all’Africa

altArchitettura e solidarietà
(l.m.) Ponte solidale tra Lario e Congo. Paolo Albano, architetto comasco che ha firmato il monumento all’azienda ferromodellistica Rivarossi di Sagnino, è autore di un’importante struttura in Africa. Si tratta di un blocco composto da due spogliatoi, una sala riunioni, toilette con docce, un campo da calcio regolare e una piccola tribuna open, il tutto integrato da un sistema fotovoltaico mobile all’avanguardia per poter contare su 3 Kilowatt di energia elettrica “verde” – per le attività

in ore serali e notturne.
«Sono onorato di dare il mio contributo allo sviluppo del continente nero – dice Albano – Il tutto è realizzato ispirandosi all’architettura tradizionale locale, ed è stato realizzato con decine di addetti del posto».
Il centro è stato inaugurato nei giorni scorsi a Lubumbashi, in piena savana. Tra un misto di terra rossa e fango, circondato da un verde lussureggiante, adesso per circa 9.000 tra bambini e bambine rappresenterà San Siro. Una creazione di un sogno che diventerà un punto di riferimento. Infatti non c’è nessuna infrastruttura sportiva nell’intera provincia che è popolata da oltre tre milioni di abitanti. Dunque si immagina facilmente l’importanza che avrà questa realizzazione sullo sviluppo del territorio.
«Spesso i progetti rimangono su carta. In questo caso non è stato cosi grazie al parternariato tra Unicef, InterCampus e Alba onlus», afferma il progettista. Da meditare la scritta che campeggia sulla struttura del centro sportivo: «Mina kupenda», che vuol dire in swahili «ti amo». Un progetto che ha la maglia nerazzurra. Infatti è nato grazie ai fondi raccolti dall’Inter dopo la vittoria in Champions League per il progetto sociale “Inter Campus” e destinati all’Unicef per il Congo. Una parte di questi soldi è andata a un progetto di Kinshasa, un’altra a quello “comasco” che ha sede a Lubumbashi, che è la città di Cécile Kyenge, già ministro dell’Integrazione del governo Letta. A Lubumbashi il progetto di Albano è stato supportato, come detto, dall’associazione Alba (Associazione Laica Bambini Africani) di Milano. L’insediamento sportivo firmato dall’architetto comasco nasce nel quartiere di Kobelobe, a 15 km circa dalla città, dove di solito mancano infrastrutture di ogni tipo, comprese quelle ricreative. L’importanza del centro è sociale, sportiva ma anche sanitaria. Vi si terranno infatti seminari di formazione per istruttori sportivi anche sull’Aids, in collaborazione con il governo locale. E si conta in futuro di allargare la struttura con la realizzazione di un terreno di basket e pallavolo e anche di una pista di atletica.

Nella foto:
Sopra e a sinistra, bambini al centro sportivo di Lubumbashi

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